Nave Vulcano della Marina Militare a supporto della popolazione civile di Gaza

Dic 01 2023
a cura di Benedetta Pellegrino
L’Italia attiva nell’aiuto alle popolazioni colpite dal conflitto in Medio Oriente, grazie all’invio della nave ospedaliera della Marina Militare e all’ospedale da campo dell’Esercito, in cui opererà anche personale medico e sanitario di altri paesi.

L’arrivo di Nave Vulcano in Egitto, previsto per il 3 dicembre, è il risultato di un grande lavoro di squadra. A bordo della nave ospedale opereranno medici civili e militari di diversi Paesi. L’Italia, come promesso, sta facendo la sua parte per Gaza” è quanto dichiarato il 30 novembre dal Ministro della Difesa Guido Crosetto alla vigilia dell’arrivo della nave della Marina Militare che porterà aiuti umanitari verso il Medio Oriente.

La partenza di Nave Vulcano, seguita da un ospedale da campo dell’Esercito, era stata annunciata dal Ministro Crosetto in conferenza stampa a inizio novembre ribadendo l’impegno dell’Italia nell’aiuto della popolazione civile palestinese “incolpevole della guerra in corso e che nulla c’entra o ha responsabilità con i terroristi di Hamas che hanno compiuto gli eccidi del 7 ottobre scorso e che, giustamente, Israele sta combattendo nel tentativo di estirpare in via definitiva una organizzazione terroristica e disumana”.

L’Unità Nave Vulcano è salpata quindi dal Porto di Civitavecchia l’8 novembre scorso con direzione Cipro, dove si è ricongiunta con altre navi italiane (“San Giusto”, “Fasan”, “Margottini” e “Thaon di Revel”) occupate nell’Operazione “Mediterraneo Sicuro”. Da Cipro poi si prevede attraccherà il prossimo 3 dicembre nel porto egiziano di Al Arish. Difatti è stata proprio la collaborazione con l’Egitto di fondamentale importanza per la riuscita delle operazioni umanitarie.

Nave Vulcano. (Fonte: Ministero della Difesa)
Nave Vulcano. (Fonte: Ministero della Difesa)
La nave ospedale Vulcano

La nave, approntata in breve tempo dall’Italia, è munita di un’area ospedaliera, la Role 2, che comprende ambulatori, strumenti diagnostici e sale operatorie. L’equipaggio conta oltre 170 marinai, di cui circa 30 impiegati nella struttura sanitaria, incluse 2 Infermiere Volontarie della Croce Rossa. L’obiettivo della spedizione è quello di potenziare le capacità sanitarie del dispositivo già presente in zona e di garantire il trasporto di ulteriore materiale di prima necessità e medicinali.

È prevista anche la collaborazione di medici pediatri provenienti da altre Nazioni, come il Qatar, e di organizzazioni come la Fondazione Francesca Rava.

Lo Stato Maggiore della Difesa provvederà inoltre a inviare nell’area, con un volo militare, personale sanitario interforze (Esercito, Aeronautica e Carabinieri). Nello specifico si tratta di: 3 anestesisti, 2 chirurghi, 1 ortopedico, 8 infermieri di area critica/rianimazione, 3 infermieri strumentisti, 8 infermieri, 1 tecnico di radiologia e 2 biologi.

“Role 2” all’interno di Nave Vulcano. (Fonte: Ministero della Difesa)
“Role 2” all’interno di Nave Vulcano. (Fonte: Ministero della Difesa)
L’aiuto dell’Italia alla popolazione colpita dal conflitto

Il Comando Operativo di Vertice Interforze sta predisponendo in parallelo anche lo schieramento di un ospedale da campo dell’Esercito con capacità di “Role 2” a Gaza. Questo, che è costituito in diversi moduli operativi, potrà essere interconnesso anche con eventuali strutture di altri paesi.

L’ospedale da campo sarà realizzato in concerto con gli Emirati Arabi Uniti, con cui si è definito anche l’invio di medici pediatri italiani provenienti dagli ospedali Gaslini di Genova e Bambino Gesù di Roma per coadiuvare i medici emiratini nelle cure dei numerosi pazienti minori palestinesi trasferiti negli EAU. Il primo team di medici dagli ospedali Gaslini e Bambino Gesù è arrivato il 30 novembre a Dubai, con il volo del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, la quale fino a sabato 2 dicembre, sarà nella città emiratina per partecipare alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP 28).

Anche in questa struttura potrà essere impiegato personale medico e sanitario di tutti i Paesi e le Organizzazioni internazionali che vorranno prendere parte alla missione. Il ministro della difesa italiano ha infatti sottolineato l’importanza di una collaborazione internazionale per questa azione umanitaria, che rappresenta un dovere morale prima che politico, e ha affermato come “È inoltre necessario, è nostro preciso compito, oggi più che mai, instaurare dei rapporti e dei colloqui diplomatici, oltre che umanitari, e una collaborazione trasversale con tutti gli attori presenti nella regione mediorientale, in particolar modo con i Paesi arabi, e individuare, a tutti i costi, una de-escalation delle tensioni e del conflitto. In questo momento il Ministero della Difesa e il Ministero degli Esteri sono al lavoro per estendere anche ad altri paesi la partecipazione a questa operazione umanitaria affinché ci possa essere la massima condivisione di questa operazione senza precedenti”.

 A tal fine lo Stato Maggiore della Difesa continua il suo lavoro di pianificazione per definire tutte le modalità operative di dettaglio. ​​

La nota di Palazzo Chigi è disponibile qui.

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