Cosa è emerso dalla conferenza annuale dell’Agenzia per la Difesa Europea del 2023?

Dic 06 2023
a cura della Redazione
La conferenza dell’EDA getta le basi per una strategia di difesa europea unita, con focus su autonomia, innovazione e cooperazione.

La conferenza annuale dell’European Defence Agency (EDA) 2023 dal titolo “Powering up European Defense” ha avuto luogo a Bruxelles il 30 novembre scorso. All’evento hanno preso parte 300 delegati, tra cui ministri europei della Difesa, legislatori dell’UE, membri delle forze armate europee, rappresentanti ed esperti dell’industria della difesa.

 “Dobbiamo fortificare il nostro continente europeo. Dobbiamo rafforzare la nostra difesa euroepea” sono le parole con cui ha esordito il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. Tema principale della conferenza è stata l’urgenza di rafforzare le capacità di difesa europee in tutti i settori. Un’urgenza non nuova, ma a cui ha impresso un forte impulso l’invasione della Russia ai danni dell’Ucraina.

Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel durante il suo intervento alla conferenza annuale dell'EDA. (Foto da EDA)
Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel durante il suo intervento alla conferenza annuale dell’EDA. (Foto da EDA)
Gli European defence bonds

Michel si è focalizzato soprattutto sulla necessità di dotarsi di un sistema di “European defence bonds” per finanziare gli investimenti nella difesa e nella sicurezza europea come obiettivo per un coordinamento militare più efficace a livello UE.
Michel ritiene che gli Stati membri dovrebbero puntare all’obiettivo di 600 miliardi di euro in investimenti per la difesa nei prossimi 10 anni attraversi un coordinamento più efficace per l’utilizzo di tali disponibilità finanziarie. Al contempo suggerisce la creazione di una “European cyber force” dotata di capacità offensive per contrastare gli attacchi attraverso le reti informatiche.

I bond europei per la difesa potrebbero diventare attraenti anche per il mercato degli investitori retail. Sono ormai maturi i tempi per maggiori investimenti e attività militari in uno sforzo europeo congiunto necessario a difendere i valori della democrazia liberale dell’UE.

European Defence Union

Dalla Conferenza si è evinta la necessità per l’Unione Europea di maggiore indipendenza nel settore della Difesa. Difatti oltre il 70% degli ordini dei paesi europei di materiali e sistemi di difesa vengono effettuati al di fuori dell’Europa stessa. Solo il 30% circa viene acquistato in Europa. “L’Europa diventerà più autonoma quando questo rapporto sarà invertito” ha affermato Eric Beranger, amministratore delegato di MBDA Missile Systems.

Anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha messo in guardia gli Stati membri dalle attività di procurement al di fuori dell’UE e senza un coordinamento efficace, anche per questo la Commissione sta preparando una nuova “Strategia europea per il settore della difesa” prevista per l’inizio del prossimo anno.

Abbiamo compiuto progressi tangibili verso un’Unione europea della difesa, ma le sfide strategiche che dobbiamo affrontare sono cresciute ancora più rapidamente”, ha detto Ursula von der Leyen, che ha poi continuato: “Il prossimo step è quello di portare a compimento la Difesa Comune dell’Ue”.

L’UE, che dalla sua nascita è sempre stata vista come un progetto di pace deve essere considerata ora come un progetto di sicurezza. Oggi è evidente la convergenza con le priorità della NATO. “La pace ha bisogno di sicurezza” ha affermato von der Leyen. Per questo motivo l’UE dovrebbe includere nei suoi piani strategici anche le esigenze militari dell’Ucraina.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. (Foto da EDA)
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. (Foto da EDA)
Le spese per la difesa

A seguito di un processo sottaciuto di disarmo in Europa, che ha avuto luogo nei decenni precedenti, oggi si registra un trend di crescita di 70 miliardi di euro nella spesa per la difesa.

Josep Borrell, capo dell’agenzia dell’EDA e alto rappresentante dell’UE ha presentato i dati EDA sulla spesa europea per la difesa nel 2022, che grazie al record di 240 milioni di euro, è nuovamente aumentata del 6% rispetto all’anno precedente, segnando l’ottavo anno di crescita consecutiva.

Basandosi sul lavoro dell’EDA nella collaborazione militare tra i paesi dell’UE, von der Leyen ha affermato che la strategia della Commissione è quella di potenziare ulteriormente la cooperazione in materia di difesa nell’UE: “Abbiamo bisogno di una funzione di pianificazione strategica che colleghi i piani decisionali a livello nazionale con quelli dell’Unione. Ciò garantirà una migliore pianificazione e ridurrà la frammentazione degli acquisti”.

Per raggiungere gli obiettivi preposti la Commissione si confronterà prima con l’industria. Oltre a un Libro Bianco sulla “dual use research”, l’esecutivo dell’UE analizzerà tutti i modi per premiare, incentivare e compensare i costi della cooperazione e della competitività industriale. Ciò nell’ottica di integrare l’esperienza della recente legislazione dell’UE, ASAP ed EDIRPA.

La Commissione sta lavorando inoltre a stretto contatto con l’EDA sull’esenzione IVA per sostenere gli appalti congiunti, nonché la proprietà intellettuale congiunta delle capacità di difesa. La Commissione esaminerà inoltre come gli investimenti pubblici nel settore della difesa potrebbero essere presi in considerazione nell’ambito delle norme di governance fiscale dell’UE.

È evidente come la spinta delle recenti tensioni internazionali, il terrorismo dilagante, la necessità di farsi trovare pronti alle prossime sfide in tutti i campi della Difesa sono ormai al centro della politica europea e gli sforzi compiuti negli ultimi anni. Le prossime elezioni europee saranno in grado di confermare la persistenza di una classe dirigente in grado di proseguire sul solco segnato dalle attuali governance?

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