Ministero della Difesa e CNR insieme per il “Sounding rocket”

Mar 15 2022
a cura della Redazione
Il lavoro coordinato dal Consiglio nazionale delle ricerche, nell’ambito del programma AVIOLANCIO, ha come obiettivo lo sviluppo di un lanciatore satellitare aviotrasportato a propulsione ibrida, in grado di portare in orbita piccoli satelliti. L’Italia rientra a pieno titolo nel ristretto numero di paesi al mondo a disporre di competenze e tecnologie per l’accesso autonomo allo spazio.
(Fonte: CNR)
(Fonte: CNR)

Il Consiglio nazionale delle ricerche, tramite il Dipartimento Ingegneria, ICT e tecnologie per l’energia e i trasporti (CNR-Diitet), sta coordinando un programma di sviluppo di un lanciatore satellitare aviotrasportato, dotato di un motore a propulsione ibrida, in grado di consentire un accesso flessibile e autonomo alle orbite LEO (un’orbita terrestre bassa, di altitudine tra 300 e 1000 km) di piccole piattaforme satellitari, con un minimo preavviso e costi ridotti rispetto ai competitor (programma AVIOLANCIO). Il programma è oggetto di un accordo quadro con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero della Difesa. Giovedì 24 febbraio 2022, alle ore 16:45, ha avuto luogo presso il Poligono Interforze del Salto di Quirra (PISQ), nel comune di Perdasdefogu in provincia di Nuoro, il lancio del primo dimostratore tecnologico della tecnologia propulsiva su cui sarà basato il futuro lanciatore.

Il programma AVIOLANCIO

Sul posto i due ingegneri del CNR Pantaleone Carlucci e Lucia Paciucci rispettivamente Responsabile Tecnico e Project Manager del programma AVIOLANCIO insieme alle imprese coinvolte, hanno attentamente seguito tutte le fasi del lancio, grazie alle infrastrutture messe a diposizione dal PISQ, che ha garantito la sicurezza e un basso impatto ambientale delle attività, confermandosi quale polo d’eccellenza per la sperimentazione, tecnologicamente all’avanguardia, capace di ospitare una molteplicità di attività.
Pantaleone Carlucci ha spiegato: “Il lancio, che si è concluso con esito positivo, ha permesso di validare la tecnologia del motore a propulsione ibrida (sviluppata dal partner del progetto T4i s.p.a una PMI nata come spin-off dell’Università di Padova) e l’avionica e ha visto il lanciatore portare a compimento con successo la missione prevista”.
L’attività fa parte dei lanci previsti nell’ambito del programma AVIOLANCIO il progetto di sviluppo del lanciatore satellitare aviotrasportato a propulsione ibrida e si inquadra all’interno delle attività avviate dal Comitato interministeriale per le politiche spaziali e la ricerca aerospaziale (COMINT) a favore dello sviluppo dei settori strategici definiti dagli “Indirizzi del Governo in materia spaziale e aerospaziale” dello scorso marzo 2019 prosegue Carlucci.

(Fonte: CNR)
(Fonte: CNR)
L’Italia nel ristretto numero delle “spacefaring nations”

Paciucci ha sottolineato: “Il lanciatore è stato sviluppato e realizzato da alcune piccole e medie imprese nazionali, sotto il coordinamento del CNR, che hanno integrato alcune tecnologie innovative attualmente disponibili, confermando ancora una volta il dinamismo del tessuto delle PMI di cui è ricco il panorama nazionale.  La tecnologia propulsiva è in fase di sviluppo in Italia ormai da più di dieci anni, e rappresenta un’eccellenza internazionale in grado di combinare caratteristiche di assoluta sostenibilità ambientale, con alte prestazioni e costi ridottissimi. Con questo successo, si conferma ulteriormente l’efficacia della governance nel settore spaziale ma soprattutto l’efficacia del connubio e delle sinergie tra gli enti governativi, il settore accademico e degli enti di ricerca e il comparto industriale nazionale”.

Il direttore del CNR-Diitet Emilio Fortunato Campana ha concluso: “L’Italia può annoverarsi oggi nel ristretto numero di paesi al mondo a disporre delle competenze e delle tecnologie per l’accesso autonomo allo spazio (le cosiddette ‘spacefaring nations’). Tuttavia, per far fronte alla sempre più elevata competizione internazionale, è necessario procedere nei prossimi anni allo sviluppo e alla crescita delle competenze su sistemi di lancio e di propulsione innovativi, nell’ottica della riduzione costi ma anche di incrementare l’autonomia commerciale e operativa dei lanciatori nazionali. La capacità di rispondere prontamente a emergenze di carattere ambientale e sociale mediante strumenti spaziali sono aspetti molto importanti che potranno essere sviluppati valutando anche l’impiego di sistemi innovativi e complementari agli attuali lanciatori europei, e le relative piattaforme di lancio”.

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