NMESIS, il sistema anti-nave dei Marines studiato per la guerra nel Pacifico

Nov 23 2021
a cura della Redazione
In funzione del nuovo concetto operativo Expeditionary Advanced Base Operations, che tiene conto dei potenziali scenari di conflitto con la Cina, a partire dal 2023 l’USMC si doterà di una propria capacità organica di “sea-denial” ottenuta integrando un lanciatore per missili cruise NSM sul veicolo a controllo remoto ROGUE Fires.    
Lancio di un missile NSM (Naval Strike Missile) durante il test operativo del sistema NMESIS condotto il 15 agosto 2021 nell’ambito dell’esercitazione LSE 2021, svoltasi nelle isole Hawaii. (Fonte: USMC)
Lancio di un missile NSM (Naval Strike Missile) durante il test operativo del sistema NMESIS condotto il 15 agosto 2021 nell’ambito dell’esercitazione LSE 2021, svoltasi nelle isole Hawaii. (Fonte: USMC)

L’Oceano Pacifico è lo scacchiere sul quale la competizione a trecentosessanta gradi fra le superpotenze Cina e Stati Uniti rischia di sfociare in conflitto armato, con epicentro l’isola di Taiwan. Entrambe le parti, compresi alcuni alleati regionali di Washington, si stanno preparando per l’eventualità, adattando capacità e concetti operativi delle proprie forze schierate, o rischierabili, in quel teatro. Fra i nuovi concetti operativi sviluppati tenendo conto di potenziali scenari di guerra nell’Oceano Pacifico Occidentale vi è l’Expeditionary Advanced Base Operations (EABO) dei Marines statunitensi. Questo prevede, fra l’altro, che piccole unità del Corpo, delle dimensioni di un plotone rinforzato, operino spostandosi da un’isola all’altra per condurre missioni di “sea denial” (interdizione di uno spazio marittimo) per impedire alle forze cinesi di prendere il controllo di determinate aree, in particolare degli stretti e di determinati gruppi di isole (nel Pacifico vi sono diversi arcipelaghi contesi fra la Cina e i paesi limitrofi). In tale scenario si prevede di impiegare nuove unità da sbarco denominate LAW (Light Amphibious Warship) per svolgere in tempi molto rapidi le operazioni di imbarco, trasporto, sbarco e successivo reimbarco delle unità dei Marines. La prima nave LAW (su un totale variabile fra 24 e 35) sarà acquisita nel 2023. Entro lo stesso anno, il 3rd Marine Littoral Regiment diventerà la prima unità dell’USMC a essere armata con il nuovo sistema anti-nave terrestre NMESIS, che lo scorso ottobre ha raggiunto Camp Pendleton (California) dove gli operatori finali lo metteranno alla prova per fornire il loro fondamentale feedback.  

Il NMESIS è costituito da un lanciatore a due celle per missili antinave NSM installato su un veicolo a controllo remoto ROGUS Fires basato sullo scafo del JLTV. Qui vediamo il sistema appena sbarcato da un mezzo da sbarco LCAC (Landing Craft Air Cushion), in secondo piano. (Fonte: USMC)
Il NMESIS è costituito da un lanciatore a due celle per missili antinave NSM installato su un veicolo a controllo remoto ROGUS Fires basato sullo scafo del JLTV. Qui vediamo il sistema appena sbarcato da un mezzo da sbarco LCAC (Landing Craft Air Cushion), in secondo piano. (Fonte: USMC)
Le caratteristiche tecniche del sistema

Il programma NMESIS (Navy Marine Expeditionary Ship Interdiction System) è stato lanciato poco più di due anni fa per dotare il Corpo di un sistema missilistico anti-nave altamente flessibile, capace di attaccare da terra e di muoversi rapidamente su qualsiasi terreno. In precedenza erano stati considerati altre soluzioni anti-nave, anche imbarcate, ma nessuna soddisfaceva i requisiti dei Marines con riguardo alla guida dei missili e all’elevata mobilità del sistema. Dovendo quest’ultimo accompagnare unità di piccole dimensioni, come il plotone, si è deciso di optare per un veicolo unmanned, capace di effettuare la gran parte delle manovre in autonomia. La soluzione NMESIS, dunque, consiste in un lanciatore a due celle per missili cruise NSM (Naval Strike Missile) integrato sull’UGV ROGUE Fires (Remotely Operated Ground Unit for Expeditionary Fires).

Il missile NSM, sviluppato dalla norvegese Kongsberg Defence & Aerospace (KDA) e distribuito negli Stati Uniti da Raytheon, è realizzato con largo impiego di materiali compositi e presenta un design stealth e un elevato rapporto spinta/peso che gli consente di compiere manovre estreme: fattori che lo rendono capace di eludere i più avanzati sistemi di autodifesa delle navi e penetrare in profondità nelle linee nemiche superando le difese aeree terrestri. Il missile, infatti, è in grado di condurre sia missioni antinave (impiegando un profilo di volo “sea skimming”, cioè volando a pochi metri dalla superficie dell’acqua), sia di tipo “land attack”. Lungo 3,96 m e con un peso di 407 kg, di cui 125 kg di testata a frammentazione, l’NSM raggiunge velocità comprese tra 0,7 e 0.9 Mach (864-11.100 km orari) e ha una portata superiore a 100 miglia nautiche (185 km). Il sistema di guida GPS/inerziale con TRN (Terrani-reference navigation) e il seeker IIR (Imaging Infra-Red) con capacità ATR (Autonomous Target Recognition) gli consentono di raggiungere, identificare e colpire i bersagli con estrema precisione.
Il ROGUE Fires è invece una piattaforma terrestre senza equipaggio sviluppata da Oshkosh Defense sulla base del veicolo 4×4 JLTV (Joint Light Tactical Vehicle), al quale è stata rimossa la cabina per consentire l’integrazione del lanciatore e garantire compattezza al sistema. Comandabile da remoto, ma in grado di muoversi autonomamente in modalità follow-the-leader (“seguimi”) come parte di un convoglio, il ROGUE Fires garantisce un’elevata mobilità anche fuoristrada. 

Il primo impiego nell’esercitazione LSE 2021

Lo scorso 15 agosto, nell’ambito dell’esercitazione Large Scale Exercise (LSE) 2021 organizzata dalla US Navy, il Corpo dei Marines ha condotto con successo un test operativo del NMESIS. Quest’ultimo ha raggiunto il luogo di svolgimento della LSE, nelle isole Hawaii, a bordo di un aereo da trasporto C-130, con ciò dimostrando la propria aerotrasportabilità. Quindi, durante l’attività esercitativa, è sbarcato da un LCAC (Landing Craft Air Cushion), si è posizionato e ha lanciato i suoi missili, colpendo per due volte la fregata dismessa Ingraham che stazionava al largo della costa dell’isola Kaua’i.

Per prendere parte all’esercitazione LSE 2021, il sistema NMESIS è arrivato nelle Hawaii volando per la prima volta a bordo di un C-130. (Fonte: USMC)
Per prendere parte all’esercitazione LSE 2021, il sistema NMESIS è arrivato nelle Hawaii volando per la prima volta a bordo di un C-130. (Fonte: USMC)

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