4 novembre: la Giornata delle Forze Armate è la festa dei cittadini italiani

Nov 04 2021
a cura della Redazione
In una fase storica complessa e delicata per il nostro Paese, la tradizionale festa dedicata all’Istituzione militare si accompagna al centenario della tumulazione del Milite ignoto all’Altare della Patria e ci ricorda l’importanza del sentimento di unità nazionale di fronte alle sfide collettive che abbiamo di fronte.
Il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e il Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Enzo Vecciarelli in occasione della Santa Messa in ricordo dell’accoglimento in Roma del feretro del Milite Ignoto, celebrata nella Basilica S. Maria degli Angeli il 2 novembre. (Fonte: Ministero della Difesa)


Forze Armate
Il Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e il Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Enzo Vecciarelli in occasione della Santa Messa in ricordo dell’accoglimento in Roma del feretro del Milite Ignoto, celebrata nella Basilica S. Maria degli Angeli il 2 novembre. (Fonte: Ministero della Difesa)

Il 4 novembre, Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate italiane, non è mai una data qualunque, ma quest’anno assume una valenza simbolica particolare poiché coincide con il centenario della tumulazione del Milite ignoto all’Altare della Patria in Roma: un evento che nel 1921 unì il nostro Paese, uscito vittorioso ma traumatizzato dalla Prima guerra mondiale, e che oggi serve a ricordarci non soltanto il sacrificio di quella generazione di italiani, ma anche l’importanza di un sentimento di unità nazionale di fronte alle sfide collettive che abbiamo di fronte: nel 1915-18 un conflitto devastante che non aveva precedenti, oggi la pandemia, le crisi economica e climatica, un quadro internazionale in apparente deterioramento. Questo 4 novembre ci ricorda inoltre, come avviene tutti gli anni, il ruolo insostituibile svolto dall’Istituzione militare, che ha attraversato l’intera storia nazionale e si è evoluta insieme al Paese: dai soldati morti nelle trincee della Grande Guerra ai caduti delle odierne missioni di peacekeeping, il comun denominatore è “l’impegno a difesa della Patria, al servizio delle Istituzioni, del Paese, per la sicurezza e difesa dei nostri concittadini”, come ha dichiarato due giorni fa il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, all’arrivo alla Stazione Termini del “Treno dell’eroe”, riedizione di quello che un secolo fa trasportò da Aquileia a Roma la salma del milite ignoto, scelta dalla triestina Maria Bergamas – il cui figlio Antonio era caduto in combattimento senza che il suo corpo potesse essere identificato – tra quelle di 11 soldati italiani che avevano subito la stessa sorte, quale simbolo di tutti coloro che avevano perso la vita nel conflitto, e che venne tumulata nel sacello dell’Altare della Patria esattamente il 4 novembre 1921.
Nella stessa giornata del 2 novembre scorso, le celebrazioni si sono spostate presso la Basilica S. Maria degli Angeli in Roma per la messa in memoria del Caduti, con la partecipazione, fra le numerose autorità presenti, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per poi culminare nella cerimonia solenne di questa mattina presso l’Altare della Patria.

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