IAI presenta il nuovo veicolo “unmanned” multi-missione REX MK II

Set 13 2021
a cura della Redazione
In occasione del salone DSEI che inaugura il 14 settembre a Londra, Israel Aerospace Industries mostrerà il nuovo arrivato della sua famiglia di piattaforme terrestri senza equipaggio a bordo, progettato per supportare le operazioni della fanteria riducendo al minimo i rischi per la vita dei soldati.
Il veicolo terrestre “unmanned” REX MK II di Israel Aerospace Industries (Fonte: IAI)
Il veicolo terrestre “unmanned” REX MK II di Israel Aerospace Industries (Fonte: IAI)

Israel Aerospace Industries (IAI) ha scelto l’imminente appuntamento del DSEI (Defence and Security Equipment International), l’importante salone dell’industria della difesa in programma all’ExCeL di Londra dal 14 al 17 settembre, per presentare il REX MK II, una nuova piattaforma terrestre senza equipaggio a bordo concepita per sostituire i soldati in situazioni operative particolarmente complesse e pericolose. Già acquistato da clienti di tutto il mondo, il REX MK II è un UGV (Unmanned Ground Vehicle) adatto a una varietà di missioni terrestri e caratterizzato da manovrabilità avanzata e capacità di trasportare un carico di 1,3 tonnellate. La nuova piattaforma e propulsione ibrida, a trazione integrale, supporta le forze combattenti nella raccolta di intelligence, fornisce sostegno logistico e permette di condurre attacchi da remoto. Può operare in modalità autonoma con capacità di comando e controllo, oppure guidata da un singolo operatore attraverso comunicazioni wireless.

Rifornimenti, evacuazione dei feriti, raccolta di intelligence e azioni offensive

Il REX MK II è stato progettato per supportare le unità di fanteria in differenti fasi del combattimento, il che può tradursi nel trasporto di munizioni, attrezzature mediche, acqua e cibo, oppure nell’evacuazione su barelle del personale ferito. L’UGV può anche raccogliere informazioni attraverso un sistema volto ad assicurare la “situational awareness” (consapevolezza della situazione) che incorpora sensori elettro-ottici e radar. Il REX MK II consente inoltre di condurre attacchi utilizzando sistemi d’arma controllati da postazione remota, fra cui una mitragliatrice da 7,62 mm, una mitragliatrice pesante calibro 0.50 e una piattaforma multi-impiego e multi-missione in grado di supportare ulteriori capacità secondo le necessità delle forze sul campo.

Il nuovo REX MK II va ad aggiungersi ad altre piattaforme operative “unmanned” sviluppate da Israel Aerospace Industries, fra cui il Jaguar, un UGV concepito per la difesa dei confini, la raccolta di intelligence e l’esecuzione di azioni offensive; il RobARC, impiegabile per scoprire e distruggere ordigni esplosivi a livello del suolo e sotto terra; il Robattle, un sistema robotico dotato di elevata manovrabilità che esegue missioni complesse in condizioni difficili, in modo rapido e sicuro; il RobDozer, un bulldozer unmanned destinato a svolgere complesse operazioni di genio militare in zone pericolose.

Il REX MK II incorpora sensori elettro-ottici e radar per la “situationale awareness”. (Fonte: IAI)
Il REX MK II incorpora sensori elettro-ottici e radar per la “situationale awareness”. (Fonte: IAI)
Un sistema basato sull’esperienza pluridecennale del gruppo israeliano con gli UAV

Zvika Yarom, general manager della Land Division di IAI, ha dichiarato: “La necessità di supportare le forze terrestri in una varietà di missioni riducendo al minimo il rischio per la vita dei soldati è al centro dei nostri valori, qui a Israel Aerospace Industries. Il REX MK II si basa sullo sfruttamento della nostra esperienza pluridecennale con gli UAV, che abbiamo implementato nell’ambito dei veicoli terrestri. Le piattaforme terrestri unmanned di IAI sono attualmente in uso e operano lungo i confini di Israele e in diverse unità da combattimento, ma anche in altre località del mondo. Da parte dei nostri clienti stiamo riscontrando un aumento della domanda per piattaforme terrestri senza equipaggio a bordo.” Il concetto che informa i prodotti della Land Division di IAI si basa su tre principi: consapevolezza situazionale, capacità di sopravvivenza e letalità. Attraverso l’utilizzo di tecnologie avanzate, i sistemi del gruppo israeliano sono in grado di riconoscere le minacce, impiegare misure di difesa attive e passive, e supportare i loop “sensor-to-shooter” (dal sensore al tiratore) in tempo reale e in modo autonomo (al soldato basta premere il grilletto).

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