Corea del Sud: lanciato il primo SLBM di produzione locale

Set 07 2021
a cura di Benedetta Pellegrino
Grazie al successo del test con un missile balistico lanciato dal primo sottomarino d’attacco KSS-III, Seul entra a far parte del ristretto club di paesi in grado di sviluppare questa tipologia di sistema d’arma e rafforza la propria capacità di deterrenza nei confronti del regime di Kim Jong-un.
Sottomarino KSS III Dosan Ahn Chang-ho. (Foto da: ROK Navy)
Sottomarino KSS III Dosan Ahn Chang-ho. (Foto da: ROK Navy)

La Corea del Sud ha testato con successo un missile SLBM (Submarine-Launched Ballistic Missile) di produzione nazionale lanciato da un nuovo modello di sottomarino, anch’esso completamente “indigeno”. La notizia è stata diffusa oggi (7 settembre) dall’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap, la quale ha sottolineato come l’evento faccia di quello est-asiatico l’ottavo paese al mondo ad aver sviluppato questa tipologia di sistema d’arma (dopo Stati Uniti, Russia, Regno Unito, Francia, India, Cina e Corea del Nord) e consenta a Seul di rafforzare le proprie capacità di deterrenza contro la minaccia posta dalla Corea del Nord.
Fonti militari riferiscono che il test è stato effettuato la scorsa settimana da parte dalla ADD (Agency for Defense Development) sudcoreana, che ha proceduto al lancio dell’SLBM dal sottomarino Dosan Ahn Chang-ho (primo della classe KSS-III) dopo il successo di quelli effettuati il mese scorso da una chiatta sommergibile. Il battello militare, sviluppato localmente, ha un dislocamento di 3.000 tonnellate e dispone di sei tubi di lancio verticali. Dopo una serie di test aggiuntivi, l’SLBM sarà prodotto in serie per essere distribuito alle unità della Marina di Seul.

Un deterrente verso la politica della Corea del Nord

L’SLBM, che sarebbe denominato Hyunmoo 4-4, è una variante del missile balistico sudcoreano Hyunmoo-2B, ha un raggio di circa 500 chilometri e sarà dotato di testate convenzionali. A differenza dei missili lanciati da terra, gli SLBM sono più difficili da rilevare poiché vengono utilizzati dai sottomarini, che sono piattaforme particolarmente “furtive”) per attacchi a sorpresa, motivo per cui vengono spesso ritenuti dei “game changer”. Il nuovo missile, inoltre, fungerà da strumento di deterrenza nei confronti delle continue minacce provenienti dalla Corea del Nord.
Pyongyang ha infatti recentemente presentato diversi nuovi tipi di SLBM e sta lavorando alla realizzazione di un nuovo sottomarino da 3.000 tonnellate in grado di lanciare questa tipologia di missili.
Un portavoce militare sudcoreano, il colonnello Kim Jun-rak, ha dichiarato: “Sotto uno stretto coordinamento fra i vertici dell’intelligence della Corea del Sud e degli Stati Uniti, le nostre forze armate stanno seguendo da vicino i preparativi del Nord riguardanti futuri eventi su larga scala, come una parata militare che abbia collegamenti con i suoi programmi interni”. Infatti, fu durante l’ultima parata militare della Corea del Nord, tenutasi nel gennaio scorso dopo il congresso del partito al governo, che il leader Kim Jong-un si impegnò a espandere l’arsenale nucleare del Paese e a sviluppare nuove armi strategiche. Yang Moo-jin, professore dell’Università degli studi nordcoreani, ha affermato in proposito: “Ci saranno due cose da tenere d’occhio la prossima volta: che tipo di nuove armi saranno mostrate e quali messaggi Kim Jong-un lancerà nei confronti degli Stati Uniti e della Corea del Sud durante la cerimonia”.

Il ministro della difesa sudcoreano Suh Wook con il suo omologo statunitense Lloyd Austin durante il loro incontro il 17 marzo scorso. (Foto da: Ministero della Difesa nazionale sudcoreano)
Il ministro della difesa sudcoreano Suh Wook con il suo omologo statunitense Lloyd Austin durante il loro incontro il 17 marzo scorso. (Foto da: Ministero della Difesa nazionale sudcoreano)
Seul punta allo sviluppo congiunto delle Forze Armate e dell’industria di settore

Il ministero della Difesa Nazionale sudcoreano non ha confermato ufficialmente lo sviluppo dell’SLBM, e Il ministro Suh Wook si è limitato ad affermare in un comunicato: “Le nostre forze armate assicurano risorse militari avanzate per garantire la pace nella penisola coreana attraverso lo sviluppo di forti capacità militari, e hanno in programma di proseguire tale sviluppo”.
Seul ha stanziato quasi 1,5 trilioni di won (circa 1 miliardo di euro) per la ricerca e lo sviluppo in ambito militare, presentando al Parlamento un disegno di legge sul budget della Defence Acquisition Programme Administration per il 2022, il quale, se approvato, segnerebbe un incremento del 76% delle risorse destinate alla ricerca in questo settore, da utilizzare per “sviluppare attivamente tecnologie all’avanguardia”.
L’intenzione era chiara già durante il “Consiglio per lo sviluppo dell’industria della difesa” tenutosi l’11 agosto presieduto dal ministro della Difesa e da quello del Commercio, Industria ed Energia, Moon Seung-wook. Il ministro Suh aveva infatti affermato in quell’occasione: “Le nostre forze armate promuoveranno lo sviluppo della tecnologia dell’industria della difesa mentre evolvono in uno strumento militare all’avanguardia dal punto di vista scientifico e tecnologico attraverso la Defense Reform 2.0 e l’innovazione della ‘smart defense’; nonché potente, che guidi il futuro attraverso la ‘Future Defense Innovation’ e la ‘Defense Vision 2050’. Inoltre, ci impegneremo per aiutare la nostra industria della difesa a guidare il mercato globale del settore.

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