KAI KF-X: un “Falco” in picchiata sul mercato dei caccia

Ott 31 2020
a cura di Angelo Pinti
Il nuovo aereo di Korea Aerospace Industries, il cui primo prototipo si trova in fase di assemblaggio finale, presenta caratteristiche di “stealthiness”, armamento e costo unitario che potrebbero farne un prodotto vincente per l’export sudcoreano all’inizio del prossimo decennio, dopo l’entrato in servizio con l’Aeronautica militare di Seul prevista a partire dal 2026.
Rendering computerizzato del KAI KF-X.

KAI KF-X 

KAI KF-X
Rendering computerizzato del KAI KF-X.

È entrato nel vivo il programma relativo al nuovo caccia multiruolo KF-X “Boramae” (“Falco” in coreano), frutto di un progetto congiunto di Corea del Sud e Indonesia, con il primo prototipo attualmente in corso di assemblaggio finale in vista del roll-out ufficiale previsto per l’aprile del 2021. Questo esemplare, che dovrebbe effettuare il suo volo inaugurale nel 2022, sarà seguito da altri cinque prototipi, assieme ai quali verrà sottoposto a quattro anni di test che serviranno a completare lo sviluppo dell’aereo, prologo necessario all’inizio della produzione in serie programmato nel 2026. La Republic of Korea Air Force (ROKAF) conta di poter operare 120 KF-X entro il 2032.

Una “stealthiness” spinta che si ispira ai caccia di quinta generazione

Chiamato a sostituire inizialmente gli ormai obsoleti F-4D/E Phantom II e F-5E/F Tiger II, e in seguito la flotta di F-16PBU e KF-16V, il KF-X sarà un aereo di “quarta generazione e mezzo” come l’Eurofighter Typhoon, l’F/A-18 Super Hornet Block III di Boeing (il cui primo esemplare è uscito dalla catena di montaggio finale l’8 maggio 2020), il Rafale di Dassault Aviation e il Gripen di Saab, ma con predisposizioni per il successivo upgrade a caccia di quinta generazione. Il “Falco” prodotto da Korea Aerospace Industries sarà infatti dotato di un software in grado di supportare la futura implementazione di quella elevata fusione sensoristica che caratterizza i caccia di quinta generazione come l’F-35; inoltre, presenterà uno spazio destinato alla stiva interna per gli armamenti (Internal Weapons Bay), che ha lo scopo di mantenere una configurazione “stealth”. Che il KF-X punti forte sulla bassa osservabilità da parte dei radar nemici, una capacità indispensabile per i caccia di quinta e sesta generazione, lo dimostra la Radar Cross Section (sezione radar equivalente) di cui è accreditato, pari a 0,5 m2, paragonabile a quella del Typhoon e del Gripen, che è ovviamente superiore alla RCS dell’F-35 (0,005 m2) ma inferiore a quelle del Rafale (1 m2), dell’F/A-18E/F (1 m2) e dell’F-16C (1,2 m2). Ricordiamo che più è piccola la superficie della RCS, meno rilevabile dai radar è l’aereo in questione.

Video che documento l’inizio della fase di assemblaggio finale del primo prototipo di KF-X. (Korea Aerospace Industries)
Le prospettive di mercato del KF-X

L’idea di sviluppare un caccia multiruolo di quarta generazione e mezzo in un momento in cui diversi paesi hanno già incominciato a lavorare su programmi relativi a velivoli di sesta generazione (tra cui lo statunitense NGAD – Next Generation Air Dominance, di cui almeno un prototipo ha già effettuato il primo volo; il FCAS – Future Combat Air System di Francia, Germania e Spagna; il Tempest di Regno Unito, Italia, Svezia) risponderebbe a una precisa strategia di mercato. Infatti, il sudcoreano KF-X dovrebbe entrare in servizio a partire dal 2026, cioè con largo anticipo rispetto a tutti i suddetti caccia, e quando la concorrenza sarà costituita da aerei di quinta generazione accessibili a pochi paesi, come l’F-35, oppure con scarso appeal tecnico e poco conosciuti come il cinese J-20. In questo scenario, il multiruolo di Korea Aerospace Industries potrebbe risultare molto appetibile sul mercato dell’export, anche in considerazione del suo notevole armamento costituito da missili aria-aria a lungo raggio Meteor di MBDA (concepiti per i futuri scenari Beyond Visual Range) e a corto raggio AIM-132 ASRAAM e IRIS-T, ai quali dovrebbero aggiungersi gli aria-aria a corto raggio AIM-9 e a medio raggio AIM-120 già in dotazione alla ROKAF, mentre i missili aria-superficie saranno i Taurus KEPD 350. Un altro punto di forza dovrebbe essere rappresentato dal costo unitario dell’areo, calcolato in 50-60 milioni di dollari (42-50 milioni di euro).

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