È gara a tre per i nuovi caccia della Royal Canadian Air Force

Ago 04 2020
a cura di Angelo Pinti
Saranno l’F/A-18E/F Block III di Boeing, il Gripen E di Saab e l’F-35A di Lockheed Martin a contendersi il contratto per la fornitura dei nuovi jet da combattimento di Ottawa, con un probabile testa a testa finale tra il Super Hornet, forte della comunanza con gli aerei già in servizio con la RCAF, e il Lightning II rientrato in gara dopo l’esclusione decretata dal governo canadese nel 2015.
La concept art di Boeing mostra due Super Hornet con il poderoso armamento di 12 missili AMRAAM e 2 Sidewinder. (Boeing)
La concept art di Boeing mostra due Super Hornet con il poderoso armamento di 12 missili AMRAAM e 2 Sidewinder. (Boeing)

Saranno due costruttori statunitensi e uno svedese a contendersi la commessa da 14 miliardi di dollari che sarà assegnata nel 2022 per 88 nuovi caccia della Royal Canadian Air Force (RCAF), i cui primi esemplari saranno consegnati nel 2025, chiamati a sostituire i CF-18A/B+ Hornet attualmente in servizio nell’ambito del programma Future Fighter Capability Project (FFCP). I tre concorrenti, che hanno depositato le loro proposte entro la scadenza prevista del 31 luglio, sono Lockheed Martin con l’F-35A (la variante a decollo e atterraggio convenzionali), Boeing con il Super Hornet F/A-18E/F Block III e Saab con il Gripen E. Il governo canadese si riserva la possibilità di ridurre la rosa dei candidati a due nella primavera del 2021, oppure di tenerli in corsa tutti e tre fino alla selezione finale che avverrà l’anno successivo. La gara indetta da Ottawa impone che le proposte delle aziende concorrenti offrano vantaggi economici per l’industria canadese, in quanto gli incentivi e gli offset industriali peseranno per il 20 percento sulla scelta di Ottawa, mentre le capacità e il costo di ciascun aeromobile conteranno per il 60 e il 20 percento rispettivamente.

I concorrenti per il programma Future Fighter Capability Project

Il Canada ha contribuito finanziariamente al programma Joint Strike Fighter (JSF) ed è coinvolto nella produzione del jet di quinta generazione. Ciononostante, il nuovo governo del premier Justin Trudeau, dopo essere entrato in carica nel 2015, aveva cancellato l’accordo iniziale concluso dalle autorità canadesi che prevedeva l’acquisto di 65 F-35. Il Lightning II è tornato però in corsa per il programma FFCP e ha buone carte da giocarsi. Secondo Greg Ulmer, vicepresidente esecutivo del programma F-35 presso Lockheed Martin, “l’esclusivo mix di tecnologia stealth e sensoristica consentirà alla Royal Canadian Air Force di modernizzare il suo contributo alle operazioni del NORAD [il Comando congiunto USA-Canada per la difesa aerospaziale del Nord America, ndr.], garantire la sovranità artica e far fronte a minacce globali sempre più sofisticate”. Inoltre, la scelta dell’F-35 garantirebbe circa 150.000 posti di lavoro in Canada per tutta la vita del programma. Una curiosità: la concept art pubblicata da Lockheed Martin insieme alla proposta per il programma FFCP mostra la variante dell’F-35A dotata di parafreno (drag chute), già sviluppato per gli F-35A norvegesi, che serve a facilitare l’atterraggio su piste coperte di neve o ghiaccio. Sebbene anche la RCAF operi da basi situate in aree caratterizzate da condizioni meteo assimilabili a quelle della Scandinavia, le autorità canadesi avevano precedentemente dichiarato che non avrebbero effettuato test a basse temperature su nessuno dei velivoli in gara per l’FFCP, volendosi affidare ai dati già raccolti da altre nazioni.

La concept art di Lockheed Martin raffigura tre F-35 dotati di parafreno (drag chute) opzionale, posizionato sulla sommità della parte posteriore della fusoliera, che non altera le caratteristiche stealth del Lightning II. (Lockheed Martin)
La concept art di Lockheed Martin raffigura tre F-35 dotati di parafreno (drag chute) opzionale, posizionato sulla sommità della parte posteriore della fusoliera, che non altera le caratteristiche stealth del Lightning II. (Lockheed Martin)

Quanto al Super Hornet, Boeing ne supporta la candidatura sulla base della comunanza con gli F/A-18 e i CF-18A/B+ già in linea con la RCAF, che ne fa una soluzione sicura e conveniente grazie alla quale potrebbero essere utilizzate le infrastrutture già esistenti e contenuti i costi di mantenimento della flotta. Il comunicato dell’azienda non evidenzia alcuna caratteristica specifica dei Super Hornet offerti all’Aeronautica canadese, ma la concept art che lo accompagna mostra esemplari dotati di serbatoi CFT (Conformal Fuel Tanks), una componente chiave dei velivoli del Block III, che consentono a questa versione del jet di imbarcare più carburante e, dunque, di estendere il proprio raggio d’azione e restare “on station” più a lungo, senza peraltro l’ingombro dei “drop tanks” (serbatoi esterni) che occupano piloni subalari altrimenti utilizzabili per trasportare armi o altri carichi. Uno dei velivoli raffigurati dalla concept art dispone anche di serbatoio per il rifornimento “buddy-buddy”, con il quale i Super Hornet canadesi potrebbero rifornirsi a vicenda. Tutte queste caratteristiche soddisfano i requisiti della RCAF per le missioni NORAD e di air policing della NATO. Quanto alle armi, le immagini rilasciate raffigurano l’aereo di Boeing armato con 12 missili aria-aria AIM-120 AMRAAM (Advanced Medium-Range Air-to-Air Missiles) e 2 AIM-9X Sidewinder. I Super Hornet offerti al Canada sarebbero dotati anche di pod IRST (Infra-Red Search and Track) per individuare e tracciare obiettivi a distanze superiori, compresi aerei stealthy, e radar a scansione elettronica attiva (AESA).

Ancora due Super Hornet: quello in primo piano è dotato di pod IRST (Infra-Red Search and Track). (Boeing)
Ancora due Super Hornet: quello in primo piano è dotato di pod IRST (Infra-Red Search and Track). (Boeing)

Il terzo concorrente per i nuovi jet da combattimento dell’Aeronautica canadese è il Gripen E della svedese Saab. Quest’ultima fonda le proprie speranze di vittoria principalmente sulla cooperazione industriale offerta al paese nordamericano, in quanto opererebbe in partnership con le aziende locali IMP Aerospace & Defence, CAE e Peraton Canada. Anche il capo dell’unità aeronautica di Saab, Jonas Hjelm, ha sottolineato la produzione in loco e la condivisione di tecnologie quali punti chiave della proposta svedese, oltre al fatto che “il Gripen E soddisfa tutti gli specifici requisiti di difesa del Canada, offrendo prestazioni eccezionali e capacità tecniche avanzate”. In particolare, il caccia svedese è concepito per essere operato da piccoli team in ambienti caratterizzati da temperature molto rigide, una caratteristica che lo rende perfettamente idoneo ai contesti operativi familiari alla RCAF.

Con il Gripen E, Saab offre al Canada un grado elevato di cooperazione industriale grazie alla partnership con tre aziende locali. (Saab)


Royal Canadian Air Force
Con il Gripen E, Saab offre al Canada un grado elevato di cooperazione industriale grazie alla partnership con tre aziende locali. (Saab)

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