Russia: estesa la gittata dei futuri cannoni elettromagnetici

Lug 07 2020
a cura della Redazione
I più recenti test con sistemi d’arma EMP (Electro-Magnetic Pulse), svolti dalle Forze Armate di Mosca la scorsa primavera, ne hanno confermato l’efficacia fino a 10 km di distanza contro bersagli aerei e la capacità di distruggere apparecchiature basata e terra.
Rappresentazione d’artista di un’arma elettromagnetica impiegata da piattaforma veicolare contro obiettivi aerei.

Russia


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Rappresentazione d’artista di un’arma elettromagnetica impiegata da piattaforma veicolare contro obiettivi aerei.

La portata dei futuri cannoni EMP (Electro-Magnetic Pulse) delle forze armate russe, che usano un potente raggio di energia elettromagnetica per distruggere obiettivi nemici, è stata aumentata a 10 km. Lo ha riferito l’agenzia di stampa TASS il 5 luglio, citando quanto appreso da due fonti dell’industria della difesa locale.
“Gli esperimenti con i sistemi d’arma EMP sono in corso dal 2015”, ha spiegato una di esse. “L’ultima prova di tiro con cannoni a impulso elettromagnetico ha avuto luogo questa primavera. Attualmente, la portata media dei cannoni EMP contro obiettivi aerei è di 7-8 km, con un massimo di 10 km.” Un risultato notevole, visto che il raggio di tali armi era stato precedentemente stimato in 1-2 km. La seconda fonte ha riferito alla TASS che “i bersagli aerei possono essere distrutti alla distanza di 10 km perché le loro apparecchiature di bordo si bruciano”. In particolare, un impulso elettromagnetico dura una frazione di secondo e raggiunge l’obiettivo quasi istantaneamente, viaggiando alla velocità della luce.

Le differenze con i sistemi per la guerra radio-elettronica

Le fonti industriali citate dalla TASS hanno spiegato che i sistemi d’arma EMP devono essere distinti da quelli per la guerra radio-elettronica. Sebbene possano disturbare il funzionamento (“jamming”) dei dispositivi elettronici a una distanza di diverse centinaia di chilometri, i secondi sono molto meno potenti e non mettono fuori uso le apparecchiature. I cannoni EMP, al contrario, le danneggiano fisicamente in modo irreparabile. Essi generano un fascio elettromagnetico ad altissima frequenza, riscaldando l’obiettivo fino a temperature critiche in una frazione di secondo, con conseguenze “letali” per semiconduttori, schede e microcircuiti. Bersagli particolarmente vulnerabili alle armi EMP sono le antenne a scansione elettronica attiva (AESA) dei moderni radar in dotazione ad aerei e navi da combattimento.

Prevista l’installazione sul futuro jet da combattimento “unmanned”

Entrambe le fonti hanno affermato che durante le prove i cannoni EMP sono stati utilizzati per distruggere varie apparecchiature a terra e sono risultati efficaci anche contro velivoli senza pilota (UAV). Hanno inoltre affermato che il problema principale di tali armamenti è che necessitano di una grande quantità di energia per colpire in modo efficace, quindi richiedono grossi generatori. Ciò fa prevedere che passerà ancora del tempo prima che si possa realizzare una versione di cannone EMP per piattaforma veicolare, essendo non facile escogitare le necessarie soluzioni tecniche. Probabile, invece, che le applicazioni che saranno sviluppata con più rapidità siano quelle navali, dal momento che coinvolgono piattaforme molto più grandi di un mezzo terrestre, similmente a quanto accade con le armi a energia diretta (laser). Inoltre, si prevede l’installazione di sistemi EMP sulla versione “unmanned” del futuro jet da combattimento di sesta generazione delle Forze Aerospaziali russe (VKS), non sugli aeromobili con equipaggio a bordo: questo perché le radiazioni elettromagnetiche ad alta frequenza possono essere dannose per gli esseri umani.

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