Sea Train: uno sguardo al futuro dei droni marittimi

Giu 02 2020
a cura della Redazione
La DARPA del Pentagono sta sviluppando un nuovo concetto d’impiego per consentire il dispiegamento a lungo raggio delle unità MUSV (Medium Unmanned Surface Vessels), con l’ulteriore prospettiva di rivoluzionare lo sviluppo delle navi di superficie senza equipaggio.
Il concetto Sea Train (treno marittimo) della DARPA dovrebbe consentire a un convoglio di unità di superficie “unmanned” di medie dimensioni di viaggiare attraverso l’oceano senza rifornirsi di carburante, prima di dividersi per condurre operazioni indipendenti. (Defense Advanced Research Projects Agency)

droni marittimi

droni marittimi

droni marittimi

droni marittimi
Il concetto Sea Train (treno marittimo) della DARPA dovrebbe consentire a un convoglio di unità di superficie “unmanned” di medie dimensioni di viaggiare attraverso l’oceano senza rifornirsi di carburante, prima di dividersi per condurre operazioni indipendenti. (Defense Advanced Research Projects Agency)

Lo sviluppo di una numerosa flotta di droni capaci di operare sopra o sotto la superficie del mare è considerato una priorità da parte della US Navy, in controtendenza rispetto alla filosofia che aveva portato in anni recenti alla costruzione di grandi e sofisticate unità con equipaggio a bordo. Lo scopo è di risparmiare risorse economiche, ma anche e soprattutto di soddisfare il requisito emergente nei teatri operativi di tutto il mondo per una tipologia di unità più piccole, anche “unmanned”, in grado di svolgere missioni di sorveglianza, logistiche, di guerra elettronica, expeditionary e offensive, aumentando allo stesso tempo la copertura geospaziale delle operazioni marittime.

I droni saranno collegati fisicamente o disposti in formazioni chiuse

Da questo nuovo input del Pentagono nasce, tra i vari progetti avviati di recente (ad esempio Sea Hunter e Sea Shadow), anche Sea Train, il “Treno marino” il cui obiettivo – come ha spiegato la DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) – è sviluppare e dimostrare capacità di dispiegamento a lungo raggio di una flotta distribuita di unità MUSV (Medium Unmanned Surface Vessels) tattiche, ovvero di lunghezza compresa fra 12 e 50 metri. In proposito, Andrew Nuss, responsabile del programma Sea Train, ha dichiarato: “Ci stiamo concentrando sulle modalità per consentire il transito transoceanico e le operazioni navali a lungo raggio, e il modo in cui stiamo cercando di farlo è sfruttare alcune delle efficienze che possiamo ottenere con un sistema di unità connesse tra loro, da cui il nome Sea Train”.

Infatti, se da un lato i droni marittimi di medie dimensioni risultano più agili rispetto alle grandi unità con equipaggio a bordo, dall’altro sono limitati dalla maggiore resistenza all’avanzamento nell’acqua che affligge le navi e le imbarcazioni più piccole, causando un consumo superiore di carburante. Carburante del quale, sempre a causa delle loro dimensioni, non possono trasportare una quantità sufficiente per compiere viaggi a lungo raggio.
Le possibili soluzioni a questi limiti, ovvero il rifornimento in mare, il trasporto aereo e l’utilizzo di MUSV più grandi, aumentano la vulnerabilità dei MUSV da parte degli avversari.

Per ovviare a questi problemi, la DARPA ha pensato che collegando i suddetti droni fisicamente o disponendoli in formazioni chiuse e “collaborative”, con le singole unità posizionate a particolari distanze le une dalle altre, sia possibile ridurre la resistenza all’avanzamento nell’acqua e consentire trasferimenti molto più lunghi. L’agenzia ritiene che questa soluzione potrebbe rivoluzionare lo sviluppo delle navi di superficie senza equipaggio.

Il MDUSV (Medium Displacement Unmanned Surface Vehicle) Sea Hunter, una piattaforma sperimentale senza equipaggio sviluppata dalla DARPA e trasferita alla Marina statunitense. (US Navy)
Il MDUSV (Medium Displacement Unmanned Surface Vehicle) Sea Hunter, una piattaforma sperimentale senza equipaggio sviluppata dalla DARPA e trasferita alla Marina statunitense. (US Navy)
Lo scenario tipo

Lo scenario immaginato dalla DARPA è il seguente: quattro unità del “treno marittimo” partono in modo indipendente l’una dall’altra da un determinato porto e raggiungono un punto di sortita situato teoricamente a 15 miglia nautiche di distanza. Dopodiché iniziano la missione riunendosi nella configurazione Sea Train e completano un viaggio teorico di 6.500 miglia nautiche caratterizzato da varie condizioni di mare (fino al Sea State 5, caratterizzato da onde alte fino a 2 metri e velocità del vento fra i 17 e i 21 nodi), le quali potrebbero richiedere variazioni di rotta per ottimizzare i tempi di viaggio o la tenuta al mare dei droni. Il Sea Train arriva quindi in un punto di disaggregazione, dove le quattro unità iniziano operazioni indipendenti ma collaborative, sempre con stato del mare variabile. In seguito, raggiungono un nuovo punto di uscita per riformare il “treno” e si allontanano a velocità sostenuta dall’area operativa. Quindi ritornano alla velocità normale per il resto del viaggio, anch’esso compiuto con mare di stato variabile, si disaggregano fuori dal porto di arrivo e raggiungono separatamente i rispettivi ormeggi.

Le lezioni apprese potrebbero essere applicate a navi più grandi o più piccole

La DARPA ha dichiarato che il programma Sea Train ha suscitato molto interesse fra i potenziali fornitori dell’industria privata e dovrebbe avere durata triennale, suddivisa in due fasi di 18 mesi durante le quali i contractor lavoreranno per sviluppare e testare tecnologie che possano abilitare il concetto Sea Train. Il programma culminerà con i test di un modello in condizioni oceaniche.
L’agenzia del Pentagono prevede di assegnare i primi contratti entro il corrente anno fiscale, dunque entro il 30 settembre 2020.

“Quel che stiamo cercando di fare”, ha detto Ness, “è ridurre il rischio di questa particolare tipologia di dispiegamento e, quindi, essere in grado di dimostrare alla Marina che esiste, potenzialmente, un nuovo modo di schierare queste unità [MUSV, ndr.] che consentirebbe di ottenere un raggio operativo molto più lungo senza il rischio di doversi affidare al rifornimento in mare o in porto.” Per ora il progetto della DARPA si concentra sui MUSV, cioè unità “unmanned” di medie dimensioni, ma le lezioni apprese potrebbero essere applicate a navi più grandi o più piccole, con o senza equipaggio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *