Saipem: contratto da € 280 mln per il Baltic Pipe

Mag 08 2020
a cura della Redazione
L’azienda italiana si occuperà del trasporto e dell’installazione di un gasdotto nel Mar Baltico, un progetto che migliorerà la sicurezza e la diversificazione dell’approvvigionamento di gas naturale in Europa. Firmato anche un protocollo d’intesa con Cassa Depositi e Prestiti per accelerare la transizione energetica nel nostro Paese.
Il tracciato del gasdotto Baltic Pipe. (Foto da: Baltic Pipe website)
Il tracciato del gasdotto Baltic Pipe. (Foto da: Baltic Pipe website)

Saipem ha comunicato lo scorso 4 maggio di essersi aggiudicata, tramite la sua controllata Saipem Ltd con sede nel Regno Unito, un contratto da 280 milioni di euro assegnato dalla polacca GAZ-SYSTEM per il trasporto e l’installazione di una pipeline nel Mar Baltico fra Danimarca e Polonia.

Nello specifico, si prevede la costruzione di un gasdotto rivestito di cemento di circa 275 km x 36 pollici tra i due suddetti paesi, a profondità compresa fra 4 e 27 metri, installato da navi della flotta Saipem adatte alla posa “lay S”. Quest’ultima è un metodo di posa “lay barge” che può essere utilizzato per la posa di condotte di piccolo diametro in acque profonde fino a 3.000 metri, che fa assumere alla conduttura una curvatura ad S durante le procedure di posa. Inoltre, sono previsti lavori di microtunneling e lavori civili in Danimarca e Polonia, di smantellamento di rocce, di scavo e riempimento pre- e post-posa.

In merito al contratto sottoscritto, Francesco Racheli, Chief Operating Officer della Divisione E&C Offshore di Saipem, ha dichiarato: “Questo nuovo contratto, acquisito grazie alla nostra solida esperienza nella realizzazione di condutture, e che arriva in un momento critico per l’industria energetica in tutto il mondo, contribuirà a garantire la continuità dell’approvvigionamento di gas europeo e rafforzerà la presenza di Saipem in un un’area altamente strategica. Siamo quindi impegnati a portare a termine velocemente e con successo questo importante progetto”.

Obiettivi, sistemi e installazioni del Baltic Pipe

Il Baltic Pipe Project è un progetto strategico di infrastruttura del gas che ha come obiettivo la realizzazione di un nuovo corridoio di approvvigionamento di questa risorsa nel mercato europeo. È stato sviluppato grazie alla collaborazione tra il gestore di sistemi di trasmissione di gas ed elettricità danese Energinet e il gestore del sistema di trasmissione del gas polacco GAZ-SYSTEM. La pipeline consentirà il trasporto di gas dalla Norvegia al mercato energetico danese e polacco, nonché ai paesi limitrofi quali Svezia, Paesi baltici e regioni dell’Europa centrale e orientale. Per di più, consentirà la fornitura diretta di gas dalla Polonia al mercato danese. Il collegamento con la fonte norvegese sarà possibile mediante un gasdotto offshore collegato all’infrastruttura Europipe II nel Mare del Nord, che attualmente collega la Norvegia alla Germania.

Il progetto Baltic Pipe potrà portare significativi benefici socioeconomici alla Polonia, alla Danimarca, alle regioni baltiche e dell’Europa centrale e orientale. Esso includerà, tra i suoi sistemi e le sue installazioni:

– una nuova pipeline offshore della lunghezza di circa 105-110 km che partirà dalla conduttura norvegese Europipe II, nel Mare del Nord, e giungerà fino a un terminal di ricezione;

– l’ampliamento del sistema di trasmissione danese con un nuovo gasdotto, lungo circa 210 km;

– una stazione di compressione nella regione di Zelanda (Danimarca), che aumenterà la pressione del gas nella pipeline nel Mar Baltico;

– un gasdotto offshore lungo circa 260-310 km nel Mar Baltico, tra Danimarca e Polonia;

– l’espansione del sistema di trasmissione polacco.

In particolare, Energinet si occuperà delle prime tre componenti, mentre GAZ-SYSTEM sarà responsabile della conduttura nel Mar Baltico che collegherà Danimarca e Polonia. I costi stimati per la realizzazione di questo progetto si aggirano intorno ai 12-16 miliardi di corone danesi (circa 1,6-2,1 miliardi di euro), suddivisi in modo equo tra le due società succitate.

 (Foto da: Baltic Pipe website)
(Foto da: Baltic Pipe website)
Un Project of Common Interest per l’Unione Europea

L’investimento nel Baltic Pipe è stato considerato dalla Commissione Europea come un Project of Common Interest (PCI), uno status concesso a progetti volti a rafforzare il mercato interno europeo dell’energia e ad attuare gli obiettivi dell’UE di fornire energia a prezzi accessibili, sicuri e sostenibili. In questo senso, lo status PCI sottolinea l’importanza del ruolo del progetto Baltic Pipe nella regione baltica e nell’Europa centrale e orientale, la sua particolare importanza per migliorare la sicurezza e la diversificazione dell’approvvigionamento di gas naturale in Europa e per sviluppare un mercato del gas integrato e competitivo.

Il presidente polacco Andrzej Duda, il sottosegretario all’Infrastruttura energetica strategica Piotr Naimski e l’amministratore delegato di GAZ-SYSTEM, Tomasz Stepien, si sono mostrati entusiasti dell’inizio dei lavori di costruzione del gasdotto e hanno dichiarato congiuntamente all’agenzia di stampa nazionale polacca Pap (Polska Agencja Prasowa) che il Baltic Pipe inizierà i servizi di trasmissione del gas entro ottobre del 2022 e che il nuovo gasdotto amplierà la capacità di trasmissione del gas fino a 10 miliardi di metri cubi di gas all’anno, quantità che renderà la Polonia “centro nevralgico” dell’energia per quella parte d’Europa e la renderà energeticamente indipendente dalla Russia.

 (Foto da: Baltic Pipe website)
(Foto da: Baltic Pipe website)
Saipem e CDP insieme per la transizione energetica

Negli stessi giorni della sottoscrizione del contratto con la società polacca, Saipem ha dichiarato di aver firmato un Protocollo d’Intesa con Cassa Depositi e Prestiti (CDP) per la valutazione di progetti innovativi a elevata sostenibilità ambientale, sociale ed economica con l’obiettivo di promuovere la transizione energetica verso la decarbonizzazione, l’economica circolare e l’efficienza energetica sia in Italia che all’estero. Tra le iniziative, oltre alla realizzazione di infrastrutture per fonti rinnovabili e lo sviluppo di progetti di economia circolare, si prevede infatti la realizzazione di infrastrutture per l’approvvigionamento, la trasformazione e l’utilizzo di Gas Naturale Liquefatto (GNL). Il Protocollo si prefigge di supportare il raggiungimento degli obiettivi nazionali presentati dal Piano Nazionale Italiano Energia e Clima (PNIEC), e per questo il Gruppo CDP fornirà il supporto finanziario e di gestione, mentre Saipem, grazie al suo know-how, garantirà innovazione nei processi di progettazione e nelle tecnologie.

L’amministratore delegato di Saipem, Stefano Cao, ha dichiarato in merito: “Con la firma di questo Protocollo di Intesa, che ha lo scopo di accelerare la transizione energetica in Italia, CDP e Saipem collaboreranno per avviare progetti innovativi ad elevata sostenibilità nei settori della generazione elettrica da fonti rinnovabili e dell’economia circolare. Saipem, oltre ad essere impegnata nel ruolo di realizzatore di infrastrutture, interverrà attivamente, fin dalle fasi preliminari, nello sviluppo di nuove iniziative con il supporto determinante di CDP”.

Saipem in questo modo si impegna a fortificare il ruolo dell’Italia nello scenario energetico mondiale e a renderla protagonista di progetti sempre più sostenibili.

Una stazione di compressione nella regione di Zelanda in Danimarca. (Foto da: Baltic Pipe website) 

Saipem contratto
Una stazione di compressione nella regione di Zelanda in Danimarca. (Foto da: Baltic Pipe website)

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