Officina Stellare ottiene due progetti per lo sviluppo di tecnologie innovative

Mag 30 2020
a cura della Redazione
Il CNR-IFN e il consorzio RFX di Padova hanno assegnato alla società italiana due incarichi per lo studio di sistemi opto-meccanici destinati ad applicazioni nell’ambito della missione spaziale Comet Interceptor e della gestione del reattore a fusione nucleare Tokamak JT-60SA.
Uno strumento opto-meccanico di Officina Stellare. (Foto da: Officina Stellare)
Uno strumento opto-meccanico di Officina Stellare. (Foto da: Officina Stellare)

Officina Stellare, società italiana leader nei settori dell’Aerospazio e Difesa per la progettazione e produzione di strumentazione opto-meccanica e aerospaziale per applicazioni terrestri e spaziali, ha annunciato il 28 maggio di essersi aggiudicata lo studio di due sistemi opto-meccanici complessi destinati a un’innovativa missione spaziale di ricerca e al monitoraggio di un reattore termonucleare per energia di fusione.

Gino Bucciol, Direttore dello Sviluppo del Business di Officina Stellare, ha commentato: “Le prestazioni attese e le condizioni operative del sistema rendono particolarmente sfidante il compito affidatoci. Siamo certi che le conoscenze costruite in questi anni nella progettazione e realizzazione di sistemi ottici complessi altamente performanti ci consentiranno di portare a termine gli incarichi nel modo migliore”.

Il progetto assegnato dal CNR-IFN

Il primo progetto è stato assegnato dal CNR-IFN (Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Fotonica e Nanotecnologie) e riguarda lo studio della configurazione opto-meccanica di EnVisS (Entire Visible Sky coma mapper), ovvero uno strumento che verrà utilizzato per la mappatura per immagini dell’intero cielo tra la testa di una cometa e la coda più vicina, allo scopo di rivelare le strutture mutevoli delle polveri e dei gas neutri o ionizzati nelle sue vicinanze.

Gli strumenti realizzati saranno poi utilizzati nell’ambito della missione Comet Interceptor dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea), nel modulo spaziale che andrà in orbita a bordo di Ariane 6 nel 2028 e si alimenterà di energia grazie solamente ai pannelli solari installati su di esso.

L’obiettivo principale che si pone questo studio è quello di intercettare e analizzare da vicino una cometa o un altro oggetto interstellare per descriverla esattamente nella sua superficie, nella forma e nella struttura. Grazie alla combinazione dei vari strumenti (10 in totale) che verranno lanciati in orbita su tre moduli, si potranno completare le ricerche effettuate in precedenza sulle comete, ottenendo misurazioni globali, del nucleo e della zona di interazione tra vento solare e cometa.

Il reattore nucleare Tokamak. (Foto da: ITER)
Il reattore nucleare Tokamak. (Foto da: ITER)
Il progetto assegnato dal Consorzio RFX

Il secondo progetto, assegnato all’azienda dal Consorzio RFX (Ricerca Formazione Innovazione), prevede la progettazione di un sistema opto-meccanico di raccolta (Collection Optics) per uno strumento diagnostico installato nel reattore a fusione nucleare Tokamak JT-60SA, in grado di monitorare gli stati di funzionamento del reattore. Officina Stellare avrà quindi il compito di progettare un sistema in grado di raccogliere i fotoni diffusi da un raggio laser che attraversa il plasma (Thomson Scattering Edge System).

Si tratta di un progetto molto importante nell’ambito della fusione termonucleare controllata, che oggi è considerata dai paesi più industrializzati come l’opzione più concreta per la generazione di energia sicura, sostenibile, green e inesauribile.

In particolare, JT-60SA è un esperimento di fusione pensato per supportare il funzionamento del progetto ITER e per studiare il modo migliore per ottimizzare il funzionamento delle centrali di fusione costruite dopo ITER. Si tratta di un progetto internazionale congiunto di ricerca e sviluppo che coinvolge il Giappone e l’Europa (accordo di collaborazione denominato “Broader Approach”). SA sta per “super, avanzato” (super, advanced), poiché l’esperimento si avvarrà di bobine superconduttive e studierà modalità avanzate di funzionamento al plasma.

La missione del progetto di JT-60SA è di contribuire all’avanzamento della sperimentazione sull’energia di fusione, supportando il progetto ITER e apportando integrazioni nella risoluzione di importanti problemi di fisica e ingegneria per i reattori DEMO, primo reattore dimostrativo a fusione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *