Stati Uniti: crolla il WTI e Donald Trump pensa a un piano di rilancio

Apr 25 2020
a cura della Redazione
Continua la crisi dell’oro nero made in USA. Malgrado gli storici accordi conclusi nei giorni scorsi dai paesi produttori, il prezzo del greggio al barile continua la sua discesa e Washington annuncia aiuti al settore.
Raffineria di petrolio. (Foto da: U.S. EIA)

Crolla WTI

Crolla WTI

Crolla WTI

Crolla WTI

Crolla WTI
Raffineria di petrolio. (Foto da: U.S. EIA)

Nonostante la strategia concordata dai paesi Opec+ e G20 durante le due riunioni in teleconferenza del 9 e 10 aprile scorsi, il mercato del petrolio ha subito uno shock senza eguali, tanto che nella giornata del 20 aprile il West Texas Intermediate (WTI), ovvero il greggio texano di riferimento per il mercato statunitense, è crollato al di sotto dello zero (e “Less than zero” ha titolato il “The Wall Street Journal”). Come infatti riporta la US Energy Information Administration (EIA), per la prima volta dall’inizio della negoziazione (1983) i contratti futures di maggio del WTI sono andati in negativo, arrivando a essere scambiati a -37,63 dollari al barile (meno 305%), segnale raro che indica costi di transazione elevati e grossi vincoli infrastrutturali. Si tratta. Dunque, di un evento straordinario, che ha fra le sue cause il calo delle attività economiche degli ultimi mesi dovuto alla pandemia di Coronavirus, l’incapacità dei titolari di contratti di trovare altri partecipanti al mercato per la vendita dei contratti futures e la scarsità di stoccaggio disponibile di petrolio che ha impedito di portare a termine la consegna fisica alla data di scadenza e costretto a fare ricorso alla vendita dei suddetti contratti a prezzi negativi, pagando quindi una controparte per il loro acquisto.

Come si calcola il prezzo del petrolio?

Per avere una visione più chiara della situazione, è necessario spiegare come il prezzo del petrolio venga calcolato ogni giorno (spot) e quali siano le dinamiche che lo accompagnano. Il costo del greggio, infatti, è il risultato di una serie di movimenti che riguardano le fluttuazioni fra domanda e offerta, le manovre finanziarie derivanti dall’evoluzione politica, la variazione delle scorte. Il prezzo viene calcolato al barile, una misura che corrisponde a 159 litri, ovvero 42 galloni statunitensi.

Il petrolio, inoltre, si può differenziare in diverse tipologie per caratteristiche fisico-chimiche della miscela di idrocarburi, come il suo peso rispetto all’acqua (gravità API) e il contenuto di zolfo (per cui si distingue tra petrolio “sweat” e “sour”).

Sul mercato, il greggio viene scambiato attraverso diversi sistemi, tra cui il più diffuso è quello dei futures, ovvero un contratto con il quale le parti si obbligano a scambiarsi a una data scadenza un certo quantitativo di petrolio a un prezzo stabilito, e nessuno sa quale sarà effettivamente il prezzo alla scadenza del contratto.

Contratti futures WTI relativi a maggio 2020. (Foto da: U.S. EIA basato su dati del CME Group e Bloomberg)
Contratti futures WTI relativi a maggio 2020. (Foto da: U.S. EIA basato su dati del CME Group e Bloomberg)
Differenze tra WTI e Brent

I principali panieri presi come riferimento sono il già citato WTI, petrolio estratto nel Texas e usato come parametro di riferimento nel mercato dei futures del NYMEX (New York Mercantile Exchange), e il Brent, che viene estratto nel Mare del Nord ed è il riferimento per il mercato europeo, i cui futures sono quotati all’ICE (InterContinental Exchange).

Sono due buone tipologie di greggio, adatte alla lavorazione perché dense e con una quantità di zolfo limitata che riduce i costi di raffinazione. Il WTI risulta essere migliore per la sua gravità API pari a 39,6 ed è maggiormente depurato dallo zolfo, mentre il Brent presenta una gravità di 38,06. Le suddette caratteristiche hanno reso negli anni il WTI più costoso del Brent, ma dalla diffusione dello “shale oil” (petrolio di scisto, un prodotto non convenzionale che viene estratto dai frammenti di rocce di scisto bituminoso attraverso la tecnica del “fracking”) nel 2011, gli Stati Uniti hanno aumentato l’offerta e per questo motivo il suo prezzo è calato.

È anche importante sottolineare come questi due panieri, benché basati su estrazioni in pozzi che non appartengono all’OPEC o alla Russia, che sono tra i principali produttori al mondo,  sono influenzati dalle loro strategie. In effetti, WTI e Brent rappresentano solamente una parte degli scambi, ma i loro prezzi vengono utilizzati come riferimento.

L’importanza di Cushing in Oklahoma, diventata “crocevia delle pipeline nel mondo”. (CME Group)
I problemi relativi allo stoccaggio negli USA

L’immagazzinamento è ciò che fa la differenza fra WTI e Brent. Il Brent resiste maggiormente alla crisi della domanda perché viene prezzato direttamente nel Mare del Nord e lo stoccaggio delle petroliere è accessibile, mentre quello del petrolio WTI negli Stati Uniti risulta limitato, con un trasporto più difficile da effettuare: diminuisce la domanda, si riempiono i magazzini di stoccaggio e le conseguenze influenzano i prezzi.

Il crollo senza eguali che si è avuto lo scorso 20 aprile, nonostante i tagli all’estrazione che sono stati effettuati dalle raffinerie, è dato anche dal grande problema dei depositi di stoccaggio che sono quasi del tutto saturi.

L’EIA ha riferito che dall’inizio dell’espandersi della pandemia di Coronavirus le scorte di greggio nel principale hub di stoccaggio degli Stati Uniti, a Cushing, in Oklahoma, sono aumentate del 48% portandosi a quasi 55 milioni di barili, a fronte di una capacità di 76 milioni.

Produzione di greggio negli Stati Uniti. (Foto da: U.S. EIA)
Produzione di greggio negli Stati Uniti. (Foto da: U.S. EIA)
Il possibile piano di rilancio USA

Già a metà aprile il segretario dell’Energia americano, Dan Brouillette, aveva annunciato la negoziazione di contratti per lo stoccaggio con alcune società americane allo scopo di immagazzinare il greggio prodotto negli Stati Uniti nella Strategic Petroleum Reserve (SPR) e alleggerire il momento critico che sta vivendo l’industria petrolifera americana, dichiarando: “Quando produci petrolio hai due opzioni: o lo usi o lo conservi. A causa della pandemia di COVID-19, stiamo assistendo a un enorme calo della domanda mentre il nostro Paese è impegnato a contenere il virus. Questo è il motivo per cui rendere disponibile la capacità di stoccaggio nella SPR è così importante. Fornire il nostro deposito a queste società statunitensi aiuterà ad alleviare la pressione sull’industria energetica americana e sulla sua incredibile forza lavoro.”

Alla base del crollo del WTI, come sopra detto, c’è una combinazione di fattori, ovvero la diminuzione della domanda di greggio, la saturazione dei depositi di stoccaggio negli Stati Uniti e la scadenza ravvicinata dei contratti futures. Per far fronte a questa situazione, il presidente Donald Trump ha ordinato a Dan Brouillette e al segretario del Tesoro Steven Mnuchin di delineare un piano di aiuti che finanzierà l’industria americana dell’oil&gas: “Ho dato istruzione al segretario dell’Energia e al segretario del Tesoro di formulare un piano che renderà immediatamente disponibili fondi i affinché queste importantissime compagnie e posti di lavoro siano messi in sicurezza per molto tempo nel futuro”. Così ha twittato il capo della Casa Bianca il 21 aprile, anche se non ha ancora indicato l’entità dei fondi che saranno messi a disposizione delle società del settore e quali aziende potranno beneficiarne.

Kevin Hassett, consigliere economico di Washington, durante un’intervista a “Fox News” ha dichiarato che “l’attuale calo dei prezzi è dovuto a un fattore di breve periodo”. I prezzi sono ancora molto volatili, ma sembrerebbe che dopo il “lunedì nero” abbiano invertito la rotta, recuperando terreno anche grazie alle tensioni tra Stati Uniti e Iran che hanno fatto lievitare i prezzi e alla dichiarazione di Trump di aver dato ordine alla US Navy di aprire il fuoco verso qualsiasi nave o imbarcazione iraniana si avvicinasse pericolosamente alle unità americane nel Golfo Persico, area che rientra fra le priorità strategiche di Teheran. Ricordiamo in proposito che il 15 aprile scorso, imbarcazioni dei Pasdaran si erano avvicinate a un gruppo di cacciatorpediniere e fregate statunitensi in navigazione nel Golfo per monitorare i traffici petroliferi.

Lo shock del mercato dell’oro nero ha trascinato in negativo le borse mondiali, già sotto attacco per la pandemia di Coronavirus. Lo squilibrio tra domanda e offerta è stato senz’altro causato anche dal ritardo con cui è arrivato l’accordo per i tagli alla produzione. Bisognerà aspettare maggio, quando i tagli dell’OPEC+ diventeranno effettivi, per vedere gli effetti di quest’ultimi e fare un’analisi. Bisognerà aspettare inoltre che i prezzi comincino a stabilizzarsi, ma si tratterà di un processo di lunga durata.

Importazioni di greggio negli Stati Uniti. (Foto da U.S. EIA)
Importazioni di greggio negli Stati Uniti. (Foto da U.S. EIA)

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