UK: il Naval Service testa un kit di droni in condizioni “artiche”

Mar 13 2020
a cura della Redazione
L’esercitazione si è svolta in Norvegia e ha visto l’impiego integrato di molteplici piattaforme autonome – aeree, di superficie e sottomarine – in configurazione operativa: una tappa importante nel processo di trasformazione intrapreso dai Royal Marines che porterà alla creazione della Future Commando Force nel 2023.
L’USV (Unmanned Surface Vehicle) Mast 13, di L3Harris. (Royal Navy)
L’USV (Unmanned Surface Vehicle) Mast 13, di L3Harris. (Royal Navy)

Ricca di risorse naturali e sempre più “vivibile” per gli esseri umani grazie al cambiamento climatico e allo scioglimento dei ghiacci, la regione artica ha assunto un’importanza strategica per molti paesi quale nuova frontiera della competizione economica, con conseguente rischio di conflittualità. A dimostrare questo nuovo status sono le ormai numerose e frequenti esercitazioni militari che si svolgono all’interno del Circolo polare artico, con lo scopo di mettere alla prova personale, armi, equipaggiamenti e tattiche nelle peculiari condizioni ambientali di questa parte del globo.

Un sistema AI per controllare tutte le tecnologie “unmanned” da bordo di un’unità navale

Una di queste attività, la Exercise Autonomous Advance Force, le cui precedenti fasi si erano svolte nel 2019 in Cornovaglia, si è tenuta la settimana scorsa in Norvegia e ha visto la Royal Navy (RN) britannica dispiegare un pacchetto di sistemi “unmanned” affinché fossero testati per la prima volta in configurazione operativa. L’esperimento ha visto gli specialisti del 47 Commando dei Royal Marines affiancare l’unità da trasporto anfibio HMS Albion, l’hub NavyX della Royal Navy (creato nell’aprile 2019 per velocizzare l’introduzione di sistemi e tecnologie autonomi) e l’Office for the Chief Technology Officer.

L’esercitazione ha messo alla prova L’USV (Unmanned Surface Vehicle) Mast 13 di L3Harris, il drone VTOL (Vertical Take-Off and Landing) da trasporto heavy-lift di Malloy Aeronautics, l’UAS (Unmanned Aircraft System) tattico Puma di AeroVironment e l’AUV (Autonomous Underwater Vehicle) Remus di Kongsberg nelle difficili condizioni artiche. Un sistema di intelligenza artificiale, deputato al controllo di tutte queste tecnologie, è stato integrato a bordo della Albion, sulla quale sono stati ospitati rappresentanti dell’industria di settore interessata affinché potessero contribuire all’attuazione delle prove e fornire una supervisione delle stesse. Durante i quattro giorni di attività, per la prima volta un’imbarcazione di superficie senza equipaggio è stata operata dal bacino di carico della Albion, e per la prima volta il 700X Naval Air Squadron ha pilotato il Puma da un mezzo da sbarco dei Royal Marines.

Il Mast 13 rientra nel bacino allagabile della HMS Albion. (Royal Navy)
Così i Royal Marines si preparano ai futuri ambienti operativi del tipo A2/AD

Il colonnello Chris Haw, comandante del 47 Commando con base a Plymouth, ha dichiarato: “Volevamo mettere in opera la tecnologia, sia in un ambiente operativo che nell’ambito di un dispiegamento della NATO. Questa esercitazione ci ha inoltre permesso di integrare tale tecnologia, per quanto possibile, in una nave da guerra della Royal Navy. L’integrazione di sistemi autonomi è un elemento fondamentale nello sviluppo della Future Commando Force e del concetto di Littoral Strike. L’idea per il futuro è di avere la possibilità di controllare una pluralità di assetti in domini diversi.”

Un ritorno al ruolo da “commando” della Seconda guerra mondiale

Con lo sviluppo della Future Commando Force, che dovrebbe completarsi entro la fine del 2023, i Royal Marines hanno intrapreso un processo di trasformazione che punta a “fondere le loro specifiche capacità con la tecnologia per avere commandos di quinta generazione”, come disse il Primo Lord del Mare e Capo di Stato Maggiore della Royal Navy, ammiraglio Tony Radakin, lo scorso 9 settembre durante il salone DSEI. L’integrazione di nuove tecnologie, come le piattaforme a controllo remoto, servirà ad approntare il Corpo per i futuri ambienti operativi del tipo A2/AD (Anti-Access/Area-Denial). Nella prossima fase della loro gloriosa storia, che ricorda quella vissuta nella Seconda guerra mondiale, i “green berets” dovranno fornire un supporto più diretto alle forze speciali ed essere imbarcati su navi madre preposizionate, pronti a colpire. Saranno dotati anche di nuove uniformi da combattimento, con un particolare schema mimetico che li caratterizzerà rispetto agli altri corpi.

L’UAS (Unmanned Aircraft System) tattico Puma, di AeroVironment (Royal Navy)

testa droni condizioni artiche


testa droni condizioni artiche
L’UAS (Unmanned Aircraft System) tattico Puma, di AeroVironment (Royal Navy)

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