La Germania rinuncia al “Triton”

Gen 28 2020
a cura di Angelo Pinti
Il Governo tedesco ha deciso di non acquistare l’MQ-4C di Northrop Grumman a causa dei costi elevati delle modifiche necessarie per la certificazione di aeronavigabilità nei cieli europei. Al suo posto sarà ordinato il Global 6000 di Bombardier, un velivolo “manned”, ma il futuro è dell’Eurodrone.
Un MQ-4C Triton della US Navy in fase di atterraggio. (Kelly Schindler/US Navy) 

Germania rinuncia al Triton
Un MQ-4C Triton della US Navy in fase di atterraggio. (Kelly Schindler/US Navy)

Il Governo tedesco ha annullato il programmato acquisto di quattro droni MQ-4C Triton prodotti da Northrop Grumman per la somma stimata di 2,5 miliardi di dollari, preferendo affidare le missioni di sorveglianza aerea a lungo raggio a velivoli con equipaggio a bordo, nella fattispecie i Global 6000 di Bombardier. La decisione sarebbe dovuta al fatto che il Triton, una variante del Global Hawk, non sarebbe in grado di soddisfare gli standard di sicurezza richiesti per volare nello spazio aereo europeo entro il 2025, impedendo così a Berlino di assolvere agli impegni assunti in sede NATO. Più precisamente, secondo quanto riferito da un portavoce del ministero della Difesa tedesco al sito Defence News, gli adattamenti necessari per consentire al Triton di ottenere la certificazione di aeronavigabilità nei cieli europei si sarebbero rivelati “molto più costosi” di quanto inizialmente previsto.

Il Global 6000 può volare nello spazio aereo destinato al traffico civile

Saltata l’acquisizione del drone di Northrop Grumman, toccherà al Global 6000 di Bombardier, un “business travel jet” da convertire per l’impiego militare, a fungere da vettore del sensore SIGINT (Signal Intelligence) ISIS-ZB, realizzato da Hensoldt, che è al cuore del programma tedesco PEGASUS (PErsistent German Airborne SUrveillance System).
A differenza del Triton, il Global 6000 soddisfa tutti i requisiti di sicurezza per volare nello stesso spazio aereo destinato al traffico civile e, pertanto, non deve limitarsi a farlo entro corridoi aerei temporaneamente riservati ai velivoli senza pilota, come hanno dovuto fare nel recente passato i Global Hawk dell’Alleanza Atlantica in servizio nei cieli della Germania. Al momento di scrivere non abbiamo notizia di ordini emessi dal Governo di Berlino per l’aereo di Bombardier, ma il contratto dovrebbe essere formalizzato in tempi brevi, in quanto la linea di produzione del velivolo stava per chiudere quando è cominciata a circolare l’ipotesi del Global 6000 come nuova soluzione per il requisito tedesco.

Il Global 6000 di Bombardier. (Bombardier)

Germania rinuncia al Triton
Il Global 6000 di Bombardier. (Bombardier)
Dopo i “fallimenti” dell’EuroHawk e del Triton, il futuro sarà dell’Eurodrone

L’imprevisto venir meno dell’opzione MQ-4C per il programma PEGASUS è solo l’ultimo contrattempo incontrato dalla Bundeswehr nel suo annoso tentativo di dotarsi di una moderna capacità di sorveglianza aerea a lungo raggio. In passato, la Germania aveva tentato di colmare il proprio gap con l’EuroHawk, un’altra derivazione del Global Hawk (basata sull’MQ-4B, di maggiori dimensioni rispetto al modello base MQ-4A), il cui programma fu però cancellato nel 2013, dopo che vi erano già stati spesi 562 milioni di euro, in gran parte per l’impossibilità del sistema di conseguire l’aeronavigabilità senza un sistema anti-collisione.

In prospettiva futura, e nonostante il probabile acquisto dei Global 6000, l’opzione di un sistema “unmanned” non è stata affatto abbandonata e si identifica con il cosiddetto Eurodrone, un programma cooperativo che coinvolge anche la tedesca Airbus Defence and Space, la francese Dassault Aviation e l’italiana Leonardo, sul cui sviluppo la Commissione europea ha già investito 100 milioni di euro. Tale programma prevede la realizzazione di un drone progettato fin dall’inizio per poter volare in sicurezza nel medesimo spazio aereo destinato al traffico civile.

Uno dei due Triton ridispiegati sulla Andersen Air Force di Guam per operare nel teatro del Pacifico. (US Navy) 

Germania rinuncia al Triton
Uno dei due Triton ridispiegati sulla Andersen Air Force di Guam per operare nel teatro del Pacifico. (US Navy)
I Triton della US Navy entrano in servizio nel teatro operativo del Pacifico

“Interdetto” dai cieli europei per i suddetti problemi di aeronavigabilità, l’MQ-4C prosegue il suo percorso verso la piena capacità operativa (FOC) con la US Navy, prevista per il 2023. In quest’ottica, a gennaio due Triton sono stati ridispiegati sulla base aerea di Guam per essere impiegati nell’area di operazioni della 7a Flotta statunitense con l’Unmanned Patrol Squadron One Nine (VUP-19), il primo squadron della US Navy dedicato agli UAS (Unmanned Aerial System) e il primo a operare l’MQ-4C. Lo scopo principale del dispiegamento è quello di sviluppare il concetto delle operazioni con un UAS HALE (High-Altitude Long Endurance) nel dominio marittimo.

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