L’Aeronautica Militare alla “Blue Flag 2019”

Nov 18 2019
a cura di Angelo Pinti
Velivoli italiani F-35, Eurofighter e G-550 hanno preso parte all’esercitazione internazionale organizzata dalla Israeli Air Force che ha coinvolto anche jet di Stati Uniti, Germania e Grecia.
Il personale italiano impegnato nell’esercitazione. (Aeronautica Militare)

Dopo essere stati protagonisti in ottobre della “Northern Lightning”, l’operazione di Air Policing per la protezione dello spazio aereo islandese che ha segnato il debutto dell’F-35A in una missione sotto egida NATO, i Lightning II del 32° Stormo di Amendola hanno preso parte all’esercitazione multinazionale “Blue Flag 2019”, organizzata dalla Forza Aerea Israeliana (IAF) dal 3 al 14 novembre presso la base di Ovda (Israele). Assieme ai quattro F-35 del 32°, per l’occasione sono stati rischierati anche quattro Eurofighter provenienti dal 4° Stormo di Grosseto, dal 36° Stormo di Gioia del Colle e dal 37° Stormo di Trapani, più un Gulfstream G-550 CAEW (Conformal Airborne Early Warning) del 14° Stormo di Pratica di Mare, oltre a circa 200 militari tra piloti, personale tecnico e logistico. Per quanto riguarda gli altri paesi coinvolti, hanno partecipato F-16 di Stati Uniti e Grecia, Eurofighter della Germania, e F-15 (“Baz”), F-16 (“Sufa”) e F-35I (“Adir”) dei padroni di casa israeliani, portando il totale della forza impiegata a circa 70 velivoli e 1.000 militari.

Alcuni degli aerei impegnati nell’esercitazione: da sinistra a destra, un F-16CM statunitense, un F-35A italiano e due velivoli israeliani, un F-35I e un F-15. (Foto IAF)

Per gli F-35I della IAF si è trattato di un esordio assoluto al cospetto di assetti stranieri. “Fino ad oggi, l’addestramento e la cooperazione con l’Adir si erano svolti all’interno della IAF, pertanto questa era la prima volta che mostravamo le nostre nuove capacità ad altre forze aeree”, ha spiegato il tenente colonnello “T”, comandante del 140° Squadron (“Golden Eagle”), il quale ha anche voluto sottolineare l’utilità della cooperazione con gli F-35 italiani: “La possibilità di stare insieme, svolgere briefing e debriefing e scambiare informazioni ci ha permesso di fare un passo avanti nel nostro lavoro e di vedere il modo diverso in cui ciascuno fa le cose, così ottimizzando lo sfruttamento delle capacità del velivolo”.
Proprio la presenza degli F-35 ha consentito, per la prima volta alla “Blue Flag”, di lavorare all’integrazione di assetti di 4ª e 5ª generazione delle diverse nazionalità in scenari di missioni complesse. L’obiettivo dell’esercitazione era infatti di condurre principalmente missioni COMAO (COMposite Air Operation) con attività di volo a bassa e bassissima quota (BBQ) operativa. Inoltre, sono state testate diverse tattiche e manovre evasive contro i missili superficie-aria (Surface Air Missile – SAM) con l’impiego di diverse contromisure tipo chaffs and flares.

Una formazione con gran parte delle tipologie di velivoli partecipanti alla “Blue Flag 2019”. (Foto IAF)

Il tema della BF19, che si svolge con cadenza biennale ed è giunta quest’anno alla quarta edizione, si basava su due immaginari paesi confinanti, uno “blu” e l’altro “rosso”. Gli scenari comprendevano grandi formazioni di aerei che includevano jet da combattimento, RPAV (Remotely Piloted Aerial Vehicles), aerei da trasporto ed elicotteri. Durante la prima settimana dell’esercitazione, la missione della forza blu è consistita nel proteggere i cieli di Israele da una varietà di minacce. “La difesa del cielo non è comune nei paesi della NATO”, ha precisato il tenente colonnello “M”, comandante del 133° Squadron (“Knights of the Twin Tail”). “Insegniamo alle forze internazionali a proteggere i cieli dei loro paesi nel modo in cui lo facciamo noi nella quotidiana attività operativa in Israele.” Durante la seconda settimana, è toccato alle forze blu decollare per attaccare obiettivi nel territorio delle forze rosse. Quanto al punto di vista dell’Aeronautica Militare, “il ritorno addestrativo per i nostri equipaggi è stato elevatissimo”, ha dichiarato il Capo di Stato Maggiore, Gen. S.A. Alberto Rosso, in occasione della sua visita al contingente italiano per il Distinguished Visitors Day. “Ma più di tutto, questa esercitazione ha dimostrato la capacità logistica di proiezione dell’Aeronautica Militare. Gli F-35 si sono infatti rischierati, in un brevissimo lasso di tempo, direttamente dall’Islanda, dove hanno operato al servizio della NATO per proteggere lo spazio aereo dell’Alleanza Atlantica, grazie all’alto livello di professionalità raggiunto dal team manutentivo e all’efficacia della componente logistica. Operiamo al meglio anche in condizioni climatiche avverse e a migliaia di km dalla home base.”

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