Promozione del Benessere Organizzativo come leva di sviluppo delle FF.AA.

Ott 30 2019
Giovanni Costanza
Partendo dall’esperienza maturata in altri contesti professionali, spieghiamo perché la qualità della vita lavorativa può diventare un fattore determinante per l’assolvimento dei compiti istituzionali assegnati al personale militare.

Questo articolo si rifà all’obiettivo caratterizzante di Laran di offrire ai decision maker indicazioni che, analizzando la complessità dei sistemi che governano e degli ambienti complessi in cui operano, renda possibili spunti di sviluppo per il conseguimento degli obiettivi del mandato istituzionale delle loro organizzazioni[1].

Perché il benessere organizzativo (B.O. nel contributo) nelle Forze Armate, che da sempre hanno curato il benessere del personale mettendogli a disposizione risorse e strutture affinché trovasse condizioni idonee al sostegno della vita lavorativa?
La risposta è legata all’impatto che i continui mutamenti sociali che caratterizzano l’attuale periodo storico – e che si registreranno ancora a lungo – hanno sull’organizzazione, rendendo non più del tutto sufficienti i precedenti metodi di supporto al personale. Tali variazioni richiedono una chiave di lettura e d’interpretazione dei fenomeni che sostenga un’azione diffusa in grado di gestire gli effetti dei cambiamenti sociali sulle Forze Armate. Quest’ultime sono parte integrante della collettività, e tale appartenenza fa sì che le dinamiche sociali diffuse nel Paese si ritrovino nei contesti delle stesse FF.AA., mettendo a volte in discussione assetti relazionali che si erano strutturati nel tempo. Il B.O. è un paradigma di lettura e di intervento che può facilitare la gestione degli sviluppi sociali con cui le Forze Armate si devono confrontare.

Come Laran, i riferimenti al B.O. in forza armata possono essere visti in:

Audizione 7- 01305 del 5 dicembre 2017

Descrizione:

Il Benessere Organizzativo è un concetto scientifico che permette di avviare processi di sviluppo nelle organizzazioni complesse, promuovendo il commitment. Il senso di appartenenza incide sostanzialmente sui risultati delle organizzazioni. Il B.O. è sostenuto da normative e riferimenti nazionali e internazionali.
L’OSHA (Agenzia Europea Salute e Sicurezza del Lavoro) definisce il Benessere Organizzativocome un “concetto di sintesi che caratterizza la qualità della vita lavorativa, compresi gli aspetti di salute e sicurezza del lavoro; può essere il maggior fattore determinante per la produttività ai livelli individuali, aziendali e sociali”. [2]

Nella nostra esperienza, maturata in vari contesti organizzativi complessi, ci è apparso chiaro che il B.O., per essere una determinante della produttività e della convivenza organizzata, non si può ridurre al solo offrire soluzioni logistiche (seppur utilissime), ma deve coinvolgere le risorse professionali dell’organizzazione e sostenere la gestione di un cambiamento culturale, per cui la definizione nella quale ci riconosciamo è la seguente: Il B.O. consiste nello sviluppo delle relazioni organizzative allo scopo di valorizzare le risorse professionali con un ruolo attivo nella costituzione di un contesto qualitativamente accogliente dai punti di vista delle relazioni finalizzate al raggiungimento degli obiettivi, delle dotazioni logistiche, della formazione e dei processi operativi.

Il Benessere Organizzativo promuove la qualità della relazione tra le risorse professionali e le Forze Armate. Tali risorse professionali sono la componente che maggiormente sostiene l’assolvimento dei compiti istituzionali delle stesse FF.AA., pertanto il loro commitment è alla base della qualità dell’operatività e dei risultati dell’intero complesso delle FF.AA.
Abbiamo ipotizzato un processo di sviluppo del B.O. che, partendo da un’esperienza pilota che stiamo cercando di avviare presso la F.A., possa essere un riferimento per la definizione dei processi necessari alla diffusione del B.O. Non possiamo dare indicazioni puntuali sulla sperimentazione perché questa si trova in fase di definizione e perché, come ogni innovazione, attiva resistenze alla sua attuazione entro le organizzazioni complesse.

Caratteristiche generiche dell’ipotesi di processo:

Definizione degli Indicatori di Sviluppo Organizzativo (ISO)[3] specifici per ogni Forza Armata avvalendosi degli ufficiali medici e psicologi delle FF.AA. e istituendo momenti di verifica e monitoraggio centralizzati presso lo Stato Maggiore.
Ottimizzazione dei processi di Selezione, Orientamento e Formazione a partire dalle specifiche potenzialità e necessità delle diverse FF.AA.

Output

  • Processi di sviluppo gestionale per la promozione del B.O. nelle FF.AA.;
  • Governo interno alla Forza Armata à (acquisizione di competenze specifiche e svincolo dalla funzione consulente; riduzione dei costi);
  • Impatto sulla salute e sicurezza del lavoro, e riduzione del rischio da stress lavoro-correlato – DLGS 81/2008 – (Arsenali M.M. e Officine E.I.);
  • Ottimizzazione costante dei processi e produzione di know how interno (svincola dalla dipendenza culturale dei modelli importati dall’ambito aziendale) anche tramite l’uso dell’Intelligenza Artificiale e dei Big Data;
  • Processi di gestione delle risorse professionali in linea con gli obiettivi e le effettive potenzialità delle strutture operative.

Ci rendiamo conto della complessità e della difficoltà di trovare una risposta su come trattare i cambiamenti che le persone che lavorano in F.A. portano dal mondo esterno in cui vivono, ma sappiamo che le risorse professionali della Forze Armate hanno notevoli potenzialità che, se valorizzate, possono essere un potente elemento di sviluppo del sistema. Concludo con una frase tratta da un articolo pubblicato nel numero 288 di “Sviluppo e Organizzazione” (agosto 2019) e che a mio parere indica un possibile approccio virtuoso al cambiamento: “La pretesa autoritativa della ragione lascia spazio, nella nostra epoca, a paradigmi fondati sul pensiero complesso e sulla verità come dimensione a sostegno dello sviluppo. La verità per il suo essere multiforme è costruita nella relazione, ci convoca e può essere trovata nell’intersoggettività e nello scambio.” [4]

Note:
(1) Con “mandato istituzionale” intendiamo il riconoscimento collettivo della funzione che un’organizzazione ricopre per la collettività e che dà senso alla sua esistenza. Ogni organizzazione deve gestire la produttività e la convivenza organizzata necessarie per il raggiungimento dei suoi scopi.
(2) La rilevanza del Benessere Organizzativo è evidenziata anche nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 26/5/2016 e dalla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 19/8/2016.
(3) Costanza G., “Contesti organizzativi e lavoro”, Aracne Editrice, Roma 2013.
(4) Bettini C.; Costanza G; Rossi G.: “Valore delle persone e risultati, il Sharing Enterprise well being”.


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