Guerini: “Strade Sicure impegno gravoso, l’operazione va riqualificata”

Ott 31 2019
a cura della Redazione
Il ministro della Difesa preannuncia il ridimensionamento del dispositivo schierato fin dal 2008 in compiti di vigilanza e pattugliamento sul territorio nazionale, che oggi impegna oltre 7.000 militari.
Foto Ministero della Difesa.

L’operazione “Strade sicure” ha fornito un contributo significativo alla sicurezza nazionale e incrementato il prestigio delle Forze Armate, avvicinandole ai cittadini, ma “si tratta di un impegno gravoso, le cui dimensioni, in termini di personale impiegato, superano attualmente anche i nostri impegni all’estero”. Così ha dichiarato il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, durante l’audizione svolta il 30 ottobre davanti alle Commissioni Difesa congiunte di Camera e Senato per esporre le linee programmatiche del suo dicastero. Quindi il ministro ha sostanzialmente anticipato un ridimensionamento dell’operazione: “Tenuto conto dei recenti provvedimenti adottati dal Governo che consentiranno di intervenire, incrementandole, sulle dotazioni organiche complessive delle Forze di polizia, ritengo che i tempi siano maturi per avviare, di concerto con gli altri ministri interessati ed effettuando un’attenta valutazione del quadro di sicurezza interno, una riflessione su ‘Strade sicure’ volta alla sua riqualificazione”.

L’Esercito Italiano conduce ininterrottamente l’Operazione “Strade Sicure” sul territorio nazionale dal 4 agosto 2008, in virtù della legge n. 125 del 24 luglio dello stesso anno che ha autorizzato, per specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità, l’impiego di un contingente di militari delle Forze Armate che agiscono con le funzioni e la qualifica di agenti di pubblica sicurezza dopo aver seguito uno speciale iter addestrativo teorico-pratico. Tra gli obiettivi vigilati nell’ambito dell’Operazione rientrano siti istituzionali, luoghi artistici, siti diplomatici, nodi di scambio, luoghi di culto e siti di interesse religioso, valichi di frontiera, 31 siti dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO e i Centri per l’immigrazione. Ai compiti di vigilanza si aggiungono quelli di perlustrazione e pattugliamento in concorso e congiuntamente alle Forze di polizia.

Foto Ministero della Difesa.

Dal 2008 a oggi, “Strade Sicure” ha visto variare la sua consistenza numerica a seguito di provvedimenti adottati nel corso di specifici eventi (EXPO 2015, “Giubileo straordinario della Misericordia”, G7, sisma nel Centro Italia e sull’Isola di Ischia) o per fronteggiare esigenze di sicurezza di alcune specifiche aree del territorio nazionale (“Terra dei Fuochi”).

Come ha ricordato il ministro Guerini, l’operazione è a tutt’oggi l’impegno più oneroso sostenuto dall’Esercito in termini di persone, mezzi e materiali. Attualmente vi risultano impiegati circa 7.100 militari, che garantiscono una presenza capillare sul territorio nazionale contribuendo alla realizzazione di un ambiente più sicuro. Nel 2018, inoltre, allo scopo di fornire un contributo più qualificato alla “Homeland Security”, è stato avviato un processo di valorizzazione delle peculiarità tecniche delle Forze Armate finalizzato all’impiego del personale di “Strade Sicure” in linea con le capacità e l’addestramento delle unità dell’Esercito. Tra i provvedimenti adottati in tal senso dalla Forza Armata rientrano la riconfigurazione dei servizi in senso dinamico e la contestuale riduzione dei servizi meramente statici, l’impiego di asset specialistici dell’Esercito (ad esempio gli aeromobili a pilotaggio remoto nella “Terra dei Fuochi”) e la costituzione di un’aliquota in riserva da utilizzare per fare fronte a situazioni di recrudescenza della criminalità e del terrorismo, o per particolari situazioni di emergenza.

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